La Pdl è stata sottoscritta
da rappresentanti di TUTTI i Gruppi Consiliari presenti nell’assemblea, e
diversi sottoscrittori erano presenti con me.
Si tratta di un articolato
molto semplice il cui scopo è che comunità di persone, enti e imprese possano
scambiare tra loro l’energia prodotta con fonti alternative. Con entusiasmo ho portato avanti l’idea di Angelo
Tartaglia, già Professore del Politecnico e vicesindaco di Cantalupa, perché mi
sembra un’ottima opportunità per i territori.
Possono associarsi imprese,
privati, amministrazioni pubbliche il cui scopo sia attrezzarsi con fonti di
energia rinnovabile da utilizzare nell’ambito della comunità. Al momento lo
scambio può avvenire soltanto tramite il gestore nazionale (Enel distribuzione
o Terna).
La soluzione può essere
conveniente perché nel 2014 nel Pinerolese è stato condotto uno studio di
fattibilità da cui emergeva come già il 42% dell’energia utilizzata negli ambiti
domestici è prodotta da fonti rinnovabili. Inoltre sei Comuni della stessa area
per una popolazione di circa 50mila abitanti hanno partecipato a un progetto
europeo, Smile, che prevede interventi per sperimentare scambi di energia.
| Con il Professor Angelo Tartaglia |
La difficoltà finora era
normativa, poiché il produttore non poteva essere considerato anche
distributore, superata soltanto da una legge nazionale del febbraio 2016 che
istituisce le “oil free zone”, che vanno però riconosciute dalle singole
Regioni.
Con l’approvazione di questa
legge, il Consiglio Regionale e quindi la Regione Piemonte permetteranno la
realizzazione pratica.
Infatti, l’istituzione di comunità
energetiche non ha soltanto valenze ambientali con la riduzione di Co2, ed
economiche, sia di risparmio che di creazione di posti di lavoro, ma anche sociali, perché si recupera il concetto di comunità”.
Un esempio concreto: nella
strada principale di un paese c’è un albergo che produce energia con il sistema
totem di micro cogenerazione a metano, e ne ha eccedenza in inverno. Dall’altro
lato della strada c’è una scuola con i pannelli fotovoltaici che ha il problema
inverso, ovvero produce di più in estate quando non ha l’utenza. È chiaro che
se le due realtà possono essere messe in rete, c’è un risparmio per entrambe e
per la collettività.
Dove le comunità energetiche
sono consolidate si arriva a risparmi dell’ordine del 20-30 % sul prezzo
dell’energia, e a un livello di autoproduzione intorno all’80% del fabbisogno.
In conclusione, ho ricordato che la nostra sarà la prima Regione a dotarsi di questo
strumento normativo, e ci auguriamo che il Piemonte possa esportare questo
modello.
La dotazione finanziaria
della legge è di 50mila euro su due anni, per finanziare studi e progetti di ricerca
e i costi burocratici dell’istituzione delle comunità.
Sarà richiesto per questo
testo l’esame in Commissione in sede legislativa, per accelerare i tempi.
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| La Valsusa |


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