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giovedì 21 luglio 2016
ISTITUTO MUSICALE RIVOLI - AGGIORNAMENTO
Martedì 19 ho depositato un'interrogazione sul futuro dell'Istituto Musicale di Rivoli.
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martedì 24 maggio 2016
Istituto Musicale Rivoli: bisogna investire in questa eccellenza del territorio
Mercoledì 18 maggio sono intervenuto al Consiglio Comunale di Rivoli convocato in seduta straordinaria per parlare del futuro dell'Istituto Musicale.
Ecco il comunicato stampa e l'articolo di Eva Monti su Luna Nuova
Ecco il comunicato stampa e l'articolo di Eva Monti su Luna Nuova
COMUNICATO STAMPA
ISTITUTO MUSICALE RIVOLI:
IL SINDACO FACCIA IL
POLITICO E NON IL TECNICO
E INVESTA IN QUESTA
ECCELLENZA
Il
Sindaco fa il tecnico e alla fine non rassicura nessuno sul destino
dell’Istituto Musicale Città di Rivoli.
Per
questa istituzione, l’Istituto Musicale Città di Rivoli, si utilizza il verbo
“esternalizzare”, e ci si trincera dietro le spiegazioni dei funzionari, quando
serve invece una visione politica, un sogno.
L’investimento
in cultura ripaga sempre, è un investimento a lungo termine che può arricchire
la Città: si veda il caso della vicina Torino che “a suon di cultura” è stata
una delle mete turistiche più visitate negli ultimi anni e si è completamente
trasformata, in positivo.
“Sono
lieto che anche al Sindaco Dessì siano arrivati i “mormorii” che serpeggiano in
Città e che vorrebbero già assegnata la prossima concessione dell’Istituto e
che abbia rassicurato che queste voci
non rispondono al vero. Ne consegue che non vedremo nei fatti concretizzarsi
queste voci”, afferma il Consigliere Regionale Alfredo Monaco (Rete Civica),
intervenuto al Consiglio comunale aperto di mercoledì 19 maggio.
“Penso che i cittadini vadano ascoltati; dal flash mob di
sabato scorso, dagli interventi e dalla partecipazione al Consiglio aperto,
dalle testimonianze dei tanti studenti, si evince l’attaccamento e la passione
verso l’Istituto.
I politici debbono fare i politici e non i tecnici e
quindi operare delle scelte.
Se un bando ci deve essere, che metta al primo posto la
trasparenza nell’assegnazione e stabilisca criteri di eccellenza e titoli nella
qualità dell’insegnamento”, conclude Monaco.
venerdì 6 novembre 2015
IO SCELGO LA ROSSA
Domenica partecipo a questa iniziativa; siete tutti invitati. Interverrò come Consigliere Regionale della III commissione e come medico.
IO
SCELGO LA ROSSA. INIZIATIVA DELLA CIA DI TORINO
PER LA
PROMOZIONE DELLA CARNE PIEMONTESE DI QUALITÁ
Domenica 8 novembre |
Torino, Piazza Palazzo di Città | Ore 11,00
c/o mercatino degli
agricoltori “La Spesa in Campagna”
Contro
gli allarmismi, la disinformazione e il panico indotto nel consumatore, la
Confederazione Italiana Agricoltori ha
deciso di lanciare lo slogan “Io scelgo
la rossa” per ristabilire la verità sulle corrette modalità del consumo di
carne, sul suo apporto nutritivo come alimento e sulla qualità certificata
della carne piemontese.
“Io
scelgo la rossa” vuole essere insieme un’affermazione individuale per una
scelta di consumo consapevole e un movimento collettivo d’informazione,
organizzato con il sostegno dei produttori zootecnici iscritti alla Cia di
Torino, per raggiungere i consumatori disorientati.
Domenica 8 novembre,
alle ore 11.00, la
campagna “Io scelgo la rossa” organizza una degustazione pubblica e gratuita di carne cruda e salame piemontesi
presso il mercatino di “La Spesa in Campagna” di Piazza Palazzo di Città. Sarà
l’occasione per confrontarsi direttamente con produttori ed esperti sulle
proprietà nutritive di questi alimenti, sulle modalità di allevamento e
controllo delle carni e sull’apporto per una corretta alimentazione.
La
zootecnia da carne rappresenta uno dei settori di maggior pregio del sistema
agricolo piemontese, con controlli di filiera continui ed estremamente accurati
e con attenzione elevata alle modalità di allevamento, alla varietà genetica
degli animali, alla loro alimentazione e al benessere animale. La Cia di Torino
ritiene che le conclusioni dell’Oms non si possano applicare a un territorio
come quello piemontese, dove il consumo di carne rossa e derivati rimane
ampiamente al di sotto dei limiti
fissati dall’International Agency for
Research on Cancer(Iarc) e dove l’allevamento degli animali avviene per la
maggior parte a ciclo chiuso in azienda (nascita, allevamento e nutrizione con
foraggio prodotto all’interno della stessa impresa agricola), grazie a un
sistema diffuso su tutto il territorio di imprese zootecniche di piccole e
medie dimensioni.
“Attraverso le
testimonianze dei nostri associati – spiega
Roberto Barbero, presidente della
Cia di Torino - abbiamo avvertito che il consumatore è
rimasto scosso dagli allarmi diffusi dall’Oms e ha deciso di modificare il
contenuto delle proprie buste della spesa.
Con la nostra iniziativa vogliamo rassicurarlo e invitarlo a continuare
a scegliere con fiducia la carne piemontese, il cui allevamento coinvolge nella
sola provincia di Torino quasi 1200 aziende, perché si tratta di un alimento
sano, genuino e dall’elevato apporto nutritivo che certamente va consumato
nelle modalità corrette ma non deve abbandonare la nostra tavola ”.
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mercoledì 15 luglio 2015
OCCHIO ALL'OFTALMICO: ECCELLENZA CHE NON VA PERSA
Martedì 14 in
Consiglio Regionale si è parlato dell’ospedale Oftalmico a seguito di una
mozione presentata dalla Consigliera Batzella.
La Giunta vuole
infatti spostare la sede, prima in via Cherasco e poi nella nuova Città della
Salute.
Ecco il mio
intervento:
Le strutture
monospecialistiche sono anacronistiche e ad alto costo. Ad oggi, ha
relativamente poco senso mantenere tout court una struttura, per una serie di
considerazioni anche di sicurezza. Pertanto, non vedo male che possano essere
trasferite le competenze di una struttura importante come quella di una
specialità di particolare rilievo quale l'oculistica, che ha delle peculiarità
che voglio rimarcare e sottolineare.
Il tema
dell'oculistica è un tema complesso. Se fosse possibile suggerire un elemento
anche all'Assessore Saitta, sarebbe quello di considerare le eventuali
strutture trasferite e ammodernate, qualunque siano le allocazioni, mantenendo
il riferimento di Pronto Soccorso ed anche quella che viene considerata una
palestra formativa per una scuola oculistica, chirurgica, importante.
Pertanto, ritengo che
la nostra Regione abbia persino qualcosa da insegnare e da esportare, sul tema
dell'oculistica, e non soltanto il fatto di andare a imparare fuori, al di là
di quelle che possono essere le non legittime paure di una chiusura. Se
immaginiamo che chiuda l'Ospedale Oftalmico, parliamo di una chiusura; se,
invece, immaginiamo di trasferire delle competenze specialistiche, suggerirei,
per esempio - se potessi dare un'idea al Direttore Generale - a lui o a quelli
che dovranno occuparsi del tema - di prevedere per l'oculistica una sala
operatoria dedicata, perché è inimmaginabile che nello stesso luogo vada ad
operare al colon il chirurgo che "prende" la sala perché ha
l'urgenza, e poi si entri a fare un intervento agli occhi.
Voglio inoltre
sottolineare un aspetto che forse è emotivamente meno spendibile in quest'aula,
ma che, in realtà, ritengo possa essere il nocciolo della questione: uno dei
noccioli importanti dell'oculistica riguarda i DRG e gli interventi che si vanno a fare, oggi, sul tema. E'
corretto, cioè, immaginare anche una riduzione di posti letto ed anche che si
vada sempre di più verso una chirurgia di tipo ambulatoriale dell'oculistica,
quindi limitarne il numero. Attenzione: limitarne, però, non soltanto (mi
permetto di suggerire) in quelle che sono le strutture pubbliche oggi note,
quali l'Oftalmico o altre strutture del Piemonte, che in realtà poi hanno
piccoli numeri sulla grossa chirurgia oculistica (su quella vera), ed andare,
se possibile anche eventualmente a rivedere qualche posto letto che sia dato
alle strutture accreditate, che - ricordo - sono budgettizzate, quindi oltre
quei tetti non possono sforare, e danno un forte sfogo al pubblico.
Non solo: andare anche a ritoccare la parte
ambulatoriale, ritoccare i DRG un po'
in rialzo. Perché, diversamente, laddove dovessero essere tutti ambulatoriali,
e quindi anche per interventi come i DRG36, o i DRG42, cioè chirurgia della
retina, vitrectomia, interventi da due o tre ore, eccetera, se la valutazione
DRG è oggettivamente molto bassa, perché ridotta ad un intervento
ambulatoriale, rischiamo di disperdere e di perdere il valore di una formazione
storica della nostra Regione di grandissime professionalità. Occorre mantenere,
invece, e purtroppo la giurisprudenza (ci sono degli avvocati che ci potrebbero
dare suggerimenti in materia) ha condannato dei medici perché non hanno
ricoverato e sottoposti ad intervento alcuni casi particolarmente complessi .
Pertanto, rischiamo
che questi attori incomincino a distrarsi e l'Assessorato (e qui arriviamo
all'aspetto economico) si troverà a dover pagare per una serie di pazienti che
si trasferiranno in altre regioni per fare degli interventi.
Occorre dunque una
revisione seria di quella che può essere un'attività monospecialistica, anche
con una riduzione dei posti letto, mantenendo quelli che sono legati a
oggettività, per cui bisogna considerarli, e tenendo in considerazione quelli
che sono i poli di riferimento di formazione e di palestra importanti per la
scuola oculistica regionale. I numeri parlano chiaro: ci sono delle strutture
che lavorano, lavorano molto bene, sono pubbliche e sono accreditate, e io dico
che anche le accreditate, purché le teniamo sotto stretto controllo, perché
budgettizzate, sono forse le migliori da considerare, sotto questo aspetto.
La invito a riguardare
anche l'eventuale ritocco dei cosiddetti rimborsi DRG, perché il semplice
"declassamento" o modernizzazione, a seconda di come la si voglia
guardare, di portare tutto a una chirurgia ambulatoriale, rischia di non
incentivare in alcun modo un investimento in una professionalità molto
complessa della vera chirurgia oculistica. Rischieremmo di fare del Piemonte un
catarattificio, che ha il rimborso da 1.500 euro; tutto sommato, se li mettiamo
in catena di montaggio, rischiano di essere perfino redditizi per alcuni e
relativamente facili, ma perdiamo quella professionalità che, in realtà, è
necessaria ed importante e che i nostri oculisti svolgono molto bene.
Ho poi proposto il
ritiro della mozione per discuterne in Commissione, ma la proponente ha
ritenuto di andare al voto e la mozione è stata bocciata.
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