Pagine

Visualizzazione post con etichetta eccellenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eccellenza. Mostra tutti i post

giovedì 21 luglio 2016

ISTITUTO MUSICALE RIVOLI - AGGIORNAMENTO

Martedì 19 ho depositato un'interrogazione sul futuro dell'Istituto Musicale di Rivoli.
Ecco  di seguito il testo:


OGGETTO: ISTITUTO MUSICALE GIORGIO BALMAS CITTA' DI RIVOLI
 Premesso che


-          l'Istituto Musicale Giorgio Balmas Città di Rivoli è un'istituzione pubblica con un Consiglio di Amministrazione nominato dalle autorità comunali;
-          l'Istituto in oggetto rappresenta un'eccellenza artistica per l'elevata qualità delle attività didattiche e musico-concertistiche che sviluppa per la cittadinanza e per il Piemonte tutto;
-          la didattica in questione è affidata a musicisti di primissimo rilievo, incaricati in ottemperanza ad un bando di concorso nazionale tutt'ora in essere, attualmente con rapporto di lavoro co.co.co;
-          in data 26/02/2016 il CdA ha deliberato l'affidamento della didattica a terzi tramite un altro bando;
-          una parte della popolazione cittadina ha espresso il proprio dissenso nelle sedi comunali più opportune, paventando il depauperamento culturale, sottolineato da insegnanti e studenti dell’Istituto;
 Considerato che


con pronunciamento della Corte dei Conti (Sezione regionale di controllo per il Piemonte) del 22 giugno si è definitivamente sancito che le collaborazioni co.co.co. possono essere prorogate fino a fine 2017; 


INTERROGA
                                               Il Presidente della Giunta e l'Assessore     
                           
- su cosa si intenda porre in essere per mantenere l'elevato livello artistico e professionale offerto ai discenti ed al pubblico piemontese, anche valutando la stipula di idonei contratti agli insegnanti ed al personale regolarmente in servizio presso la suddetta struttura, a tutela di un'eccellenza pubblica che suscita l'enorme interesse e le pressanti attenzioni della popolazione;
- su quali norme la Regione Piemonte possa mettere in atto per garantire la professionalità dei docenti in strutture come quella rivolese e simili, affinché competenze, regole e controlli siano determinati in modo univoco ed organico e non siano rimessi alla volontà dei sindaci pro-tempore


Per approfondimenti su quanto successo in precedenza, cliccare qui

martedì 24 maggio 2016

Istituto Musicale Rivoli: bisogna investire in questa eccellenza del territorio

Mercoledì 18 maggio sono intervenuto al Consiglio Comunale di Rivoli convocato in seduta straordinaria per parlare del futuro dell'Istituto Musicale. 
Ecco il comunicato stampa e l'articolo di Eva Monti su Luna Nuova

COMUNICATO STAMPA

ISTITUTO MUSICALE RIVOLI:
IL SINDACO FACCIA IL POLITICO E NON IL TECNICO
E INVESTA IN QUESTA ECCELLENZA


Il Sindaco fa il tecnico e alla fine non rassicura nessuno sul destino dell’Istituto Musicale Città di Rivoli.
 Per questa istituzione, l’Istituto Musicale Città di Rivoli, si utilizza il verbo “esternalizzare”, e ci si trincera dietro le spiegazioni dei funzionari, quando serve invece una visione politica, un sogno.
 L’investimento in cultura ripaga sempre, è un investimento a lungo termine che può arricchire la Città: si veda il caso della vicina Torino che “a suon di cultura” è stata una delle mete turistiche più visitate negli ultimi anni e si è completamente trasformata, in positivo.
 “Sono lieto che anche al Sindaco Dessì siano arrivati i “mormorii” che serpeggiano in Città e che vorrebbero già assegnata la prossima concessione dell’Istituto e che abbia  rassicurato che queste voci non rispondono al vero. Ne consegue che non vedremo nei fatti concretizzarsi queste voci”, afferma il Consigliere Regionale Alfredo Monaco (Rete Civica), intervenuto al Consiglio comunale aperto di mercoledì 19 maggio.
 “Penso che i cittadini vadano ascoltati; dal flash mob di sabato scorso, dagli interventi e dalla partecipazione al Consiglio aperto, dalle testimonianze dei tanti studenti, si evince l’attaccamento e la passione verso l’Istituto.
I politici debbono fare i politici e non i tecnici e quindi operare delle scelte.
Se un bando ci deve essere, che metta al primo posto la trasparenza nell’assegnazione e stabilisca criteri di eccellenza e titoli nella qualità dell’insegnamento”, conclude Monaco.







venerdì 6 novembre 2015

IO SCELGO LA ROSSA

Domenica partecipo a questa iniziativa; siete tutti invitati. Interverrò come Consigliere Regionale della III commissione e come medico.




IO SCELGO LA ROSSA. INIZIATIVA DELLA CIA DI TORINO
PER LA PROMOZIONE DELLA CARNE PIEMONTESE DI QUALITÁ

Domenica 8 novembre | Torino, Piazza Palazzo di Città  | Ore 11,00
c/o mercatino degli agricoltori “La Spesa in Campagna”

Contro gli allarmismi, la disinformazione e il panico indotto nel consumatore, la Confederazione Italiana Agricoltori  ha deciso di lanciare lo slogan “Io scelgo la rossa” per ristabilire la verità sulle corrette modalità del consumo di carne, sul suo apporto nutritivo come alimento e sulla qualità certificata della carne piemontese.

“Io scelgo la rossa” vuole essere insieme un’affermazione individuale per una scelta di consumo consapevole e un movimento collettivo d’informazione, organizzato con il sostegno dei produttori zootecnici iscritti alla Cia di Torino, per raggiungere i consumatori disorientati.

Domenica 8 novembre, alle ore 11.00, la campagna “Io scelgo la rossa” organizza una degustazione pubblica e gratuita di carne cruda e salame piemontesi presso il mercatino di “La Spesa in Campagna” di Piazza Palazzo di Città. Sarà l’occasione per confrontarsi direttamente con produttori ed esperti sulle proprietà nutritive di questi alimenti, sulle modalità di allevamento e controllo delle carni e sull’apporto per una corretta alimentazione.

La zootecnia da carne rappresenta uno dei settori di maggior pregio del sistema agricolo piemontese, con controlli di filiera continui ed estremamente accurati e con attenzione elevata alle modalità di allevamento, alla varietà genetica degli animali, alla loro alimentazione e al benessere animale. La Cia di Torino ritiene che le conclusioni dell’Oms non si possano applicare a un territorio come quello piemontese, dove il consumo di carne rossa e derivati rimane ampiamente  al di sotto dei limiti fissati dall’International Agency for Research on Cancer(Iarc) e dove l’allevamento degli animali avviene per la maggior parte a ciclo chiuso in azienda (nascita, allevamento e nutrizione con foraggio prodotto all’interno della stessa impresa agricola), grazie a un sistema diffuso su tutto il territorio di imprese zootecniche di piccole e medie dimensioni.


“Attraverso le testimonianze dei nostri associati – spiega Roberto Barbero, presidente della Cia di Torino -  abbiamo avvertito che il consumatore è rimasto scosso dagli allarmi diffusi dall’Oms e ha deciso di modificare il contenuto delle proprie buste della spesa.  Con la nostra iniziativa vogliamo rassicurarlo e invitarlo a continuare a scegliere con fiducia la carne piemontese, il cui allevamento coinvolge nella sola provincia di Torino quasi 1200 aziende, perché si tratta di un alimento sano, genuino e dall’elevato apporto nutritivo che certamente va consumato nelle modalità corrette ma non deve abbandonare la nostra tavola ”

mercoledì 15 luglio 2015

OCCHIO ALL'OFTALMICO: ECCELLENZA CHE NON VA PERSA



Martedì 14 in Consiglio Regionale si è parlato dell’ospedale Oftalmico a seguito di una mozione presentata dalla Consigliera Batzella.
La Giunta vuole infatti spostare la sede, prima in via Cherasco e poi nella nuova Città della Salute.
Ecco il mio intervento:

Le strutture monospecialistiche sono anacronistiche e ad alto costo. Ad oggi, ha relativamente poco senso mantenere tout court una struttura, per una serie di considerazioni anche di sicurezza. Pertanto, non vedo male che possano essere trasferite le competenze di una struttura importante come quella di una specialità di particolare rilievo quale l'oculistica, che ha delle peculiarità che voglio rimarcare e sottolineare.
Il tema dell'oculistica è un tema complesso. Se fosse possibile suggerire un elemento anche all'Assessore Saitta, sarebbe quello di considerare le eventuali strutture trasferite e ammodernate, qualunque siano le allocazioni, mantenendo il riferimento di Pronto Soccorso ed anche quella che viene considerata una palestra formativa per una scuola oculistica, chirurgica, importante.
Pertanto, ritengo che la nostra Regione abbia persino qualcosa da insegnare e da esportare, sul tema dell'oculistica, e non soltanto il fatto di andare a imparare fuori, al di là di quelle che possono essere le non legittime paure di una chiusura. Se immaginiamo che chiuda l'Ospedale Oftalmico, parliamo di una chiusura; se, invece, immaginiamo di trasferire delle competenze specialistiche, suggerirei, per esempio - se potessi dare un'idea al Direttore Generale - a lui o a quelli che dovranno occuparsi del tema - di prevedere per l'oculistica una sala operatoria dedicata, perché è inimmaginabile che nello stesso luogo vada ad operare al colon il chirurgo che "prende" la sala perché ha l'urgenza, e poi si entri a fare un intervento agli occhi.
Voglio inoltre sottolineare un aspetto che forse è emotivamente meno spendibile in quest'aula, ma che, in realtà, ritengo possa essere il nocciolo della questione: uno dei noccioli importanti dell'oculistica riguarda i DRG e gli interventi  che si vanno a fare, oggi, sul tema. E' corretto, cioè, immaginare anche una riduzione di posti letto ed anche che si vada sempre di più verso una chirurgia di tipo ambulatoriale dell'oculistica, quindi limitarne il numero. Attenzione: limitarne, però, non soltanto (mi permetto di suggerire) in quelle che sono le strutture pubbliche oggi note, quali l'Oftalmico o altre strutture del Piemonte, che in realtà poi hanno piccoli numeri sulla grossa chirurgia oculistica (su quella vera), ed andare, se possibile anche eventualmente a rivedere qualche posto letto che sia dato alle strutture accreditate, che - ricordo - sono budgettizzate, quindi oltre quei tetti non possono sforare, e danno un forte sfogo al pubblico.
Non solo: andare anche a ritoccare la parte ambulatoriale,  ritoccare i DRG un po' in rialzo. Perché, diversamente, laddove dovessero essere tutti ambulatoriali, e quindi anche per interventi come i DRG36, o i DRG42, cioè chirurgia della retina, vitrectomia, interventi da due o tre ore, eccetera, se la valutazione DRG è oggettivamente molto bassa, perché ridotta ad un intervento ambulatoriale, rischiamo di disperdere e di perdere il valore di una formazione storica della nostra Regione di grandissime professionalità. Occorre mantenere, invece, e purtroppo la giurisprudenza (ci sono degli avvocati che ci potrebbero dare suggerimenti in materia) ha condannato dei medici perché non hanno ricoverato e sottoposti ad intervento alcuni casi particolarmente complessi .
Pertanto, rischiamo che questi attori incomincino a distrarsi e l'Assessorato (e qui arriviamo all'aspetto economico) si troverà a dover pagare per una serie di pazienti che si trasferiranno in altre regioni per fare degli interventi.
Occorre dunque una revisione seria di quella che può essere un'attività monospecialistica, anche con una riduzione dei posti letto, mantenendo quelli che sono legati a oggettività, per cui bisogna considerarli, e tenendo in considerazione quelli che sono i poli di riferimento di formazione e di palestra importanti per la scuola oculistica regionale. I numeri parlano chiaro: ci sono delle strutture che lavorano, lavorano molto bene, sono pubbliche e sono accreditate, e io dico che anche le accreditate, purché le teniamo sotto stretto controllo, perché budgettizzate, sono forse le migliori da considerare, sotto questo aspetto.
La invito a riguardare anche l'eventuale ritocco dei cosiddetti rimborsi DRG, perché il semplice "declassamento" o modernizzazione, a seconda di come la si voglia guardare, di portare tutto a una chirurgia ambulatoriale, rischia di non incentivare in alcun modo un investimento in una professionalità molto complessa della vera chirurgia oculistica. Rischieremmo di fare del Piemonte un catarattificio, che ha il rimborso da 1.500 euro; tutto sommato, se li mettiamo in catena di montaggio, rischiano di essere perfino redditizi per alcuni e relativamente facili, ma perdiamo quella professionalità che, in realtà, è necessaria ed importante e che i nostri oculisti svolgono molto bene.

Ho poi proposto il ritiro della mozione per discuterne in Commissione, ma la proponente ha ritenuto di andare al voto e la mozione è stata bocciata.