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mercoledì 25 ottobre 2017

SERATA VACCINI: SE LI CONOSCI LI FAI

I documenti discussi nella serata si trovano ai seguenti link:


Da sinistra il sottoscritto, la Professoressa Siliquini,
la Dottoressa Gallone e lo Psicologo Martinasso
il pubblico della serata


Il mio intervento


Lo psicologo Mauro Martinasso

Il saluto degli Assessori Cataldo e Calvo 


La Professoressa Roberta Siliquini 





giovedì 21 settembre 2017

PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE, OTTIMA INIZIATIVA

Sabato scorso in piazza Vittorio a Torino ultimo giorno di permanenza del Truck Tour Banca del Cuore, importante campagna nazionale di prevenzione cardiovascolare itinerante. Accompagnato dai Dottori Cardiologi Federico Nardi di Verbania e Emanuele Tizzani del presidio ospedaliero di Rivoli anche io mi sono sottoposto agli esami: elettrocardiogramma e screening aritmico, misura della pressione, rilevazione del profilo glicemico e lipidico (colesterolo, trigliceridi, glicemia e emoglobina glicata) e discussione finale con il Cardiologo.
Come gli altri oltre 150 “pazienti” di sabato ho ricevuto il BancomHeart, una tessera magnetica che contiene tutto quanto rilevato oggi, che posso consultare in ogni momento grazie al mio codice fiscale e alla mia password collegandomi al sito www.bancadelcuore.it
Sono tantissimi i torinesi che hanno aderito a questo importante momento di screening e di prevenzione gratuito, così tanti che non è stato possibile accontentare tutti. L’evento è reso possibile dal Settore operativo autonomo “Banca del Cuore” della Fondazione per il Tuo cuore - Onlus di ANMCO - Associazione nazionale Medici Cardiologi, la più grande associazione italiana di Cardiologi italiana e la terza per numero di aderenti in Europa. 
Federico Nardi, che vedete all’opera nelle foto, ne è consigliere nazionale ed è l’ideatore della tappa 
torinese.




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martedì 13 giugno 2017

I VACCINI HANNO SALVATO MILIONI DI VITE


Oggi in Consiglio Regionale si è parlato di vaccini.
Ecco come la penso: viviamo in un’epoca in cui la “cattiva scienza” sta facendo danni e nello stesso tempo si glorifica la possibilità di autodeterminazione delle persone.
Per quanto riguarda la prima questione, mi viene in mente il film di Totò in cui si cercava di alimentare un asino soltanto con l’acqua, poi quando questo muore si dice: “Peccato, si stava abituando”. È di qualche giorno fa la notizia di un medico che voleva curare i malati di Sla con il digiuno. Sono morti…
Sulla seconda questione mi spiego meglio: chi decide di non vaccinare i propri figli esercita certo un atto di libertà; il problema è che questa libertà personale va a incidere (negativamente) sulla collettività.
Ho sentito oggi in aula i miei colleghi dire che bisogna aspettare che ci sia una vera emergenza per rendere obbligatori i vaccini, altrimenti si farebbero soltanto gli interessi dei produttori di farmaci e di vaccini. Questo perché sui “bugiardini” sono riportati tra gli effetti collaterali anche alcuni effetti avversi. Peccato che non ci siano evidenze scientifiche sulla correlazione tra questi effetti avversi e alcune patologie molto gravi, come asseriscono alcune leggende metropolitane.
Il concetto fondamentale è che I VACCINI HANNO SALVATO MILIONI DI VITE.
Per chi sta sempre a prendere le informazioni da internet e considera quanto c’è sul web una sacra verità: lo consideri anche nel momento in cui esiste un sito (QUESTO SITO) che stila una classifica delle persone – eroi della scienza - che hanno salvato più vite umane nel corso della storia. Dopo l’inventore dei fertilizzanti artificiali, vi è un lungo elenco di medici e scienziati e tra i primi citati vi sono gli scopritori dei vaccini contro il vaiolo e contro il morbillo: hanno salvato centinaia di milioni di persone.
In italia oggi abbiamo una recrudescenza del morbillo, con un focolaio in particolare in Piemonte; oggi è raro che ci siano complicanze gravi, ma invito i miei colleghi a documentarsi su una deviazione del virus del morbillo che porta all’encefalite morbillosa, il cui esisto infausto è uno solo: la morte.
Quindi io ritengo che si possa essere liberi di non vaccinare il proprio figlio, ma trovo giusto che venga imposta una multa che consentirà al sistema sanitario nazionale di curare chi in futuro contrarrà una malattia proprio a causa di quel bambino non vaccinato; una sorta di compensazione.
Il sistema di vigilanza sui vaccini in Italia è operativo e funziona benissimo, l’unica pecca – questo lo riconosco – è nella possibilità di segnalare un’eventuale reazione avversa.
Perché tutta questa paura? Cosa aspettiamo? Le patologie in atto?
Per una volta che il Ministero della Salute fa un lavoro fatto bene, qualcuno sostiene che negli altri paesi europei non è così: e se per una volta fossimo noi il paese di riferimento?
Abbiamo il dovere di tutelare la collettività: la cattiva informazione genera cattive opinioni che vanno a detrimento della collettività, quindi è giusto inserire un sistema sanzionatorio, ma penso, più in generale, che ci sia da fare tanto per creare una vera cultura sull’argomento. 

mercoledì 7 dicembre 2016

Accorpamento Asl Torinesi


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Vi sono considerazioni di metodo e di merito sulla delibera di accorpamento delle Asl di Torino in un’unica azienda sanitaria, votata il 6 dicembre in Consiglio Regionale.

Per quanto riguarda il metodo, mi spiace che ogni volta che si trattino temi di rilevanza strategica per gli assetti attuali e futuri, siano sempre dei tecnici o anche soltanto un tecnico che ci fa la lezioncina. 
Tecnici che sono tuttologi della sanità, da almeno da vent’anni ci spiegano come fare, ma non mi sembra che la sanità nazionale funzioni così bene se non per lo sforzo di poche buone volontà operative. Trovare una delibera già preparata e non discussa, come altre volte, non permette di votarla.
Il Consiglio deve avere più voce nelle decisioni, per questo ho dato presenza ma non ho partecipato al voto. 

Nel merito: se è vero che occorre rendere omogenei i servizi e concentrare le attività per migliorare gli spazi, è però da considerare che altri accorpamenti già realizzati hanno comportato, almeno inizialmente,  un aumento di costi, mentre sui risparmi non si hanno dati certi. Mi riferisco in particolare all’Asl To3 dove vi sono due sedi, ogni dirigente ha quindi due uffici in città lontane, e non si è risparmiato su manutenzione, affitto e riscaldamento dei locali perché nessun locale è stato dismesso e a esempi a livello nazionale in cui gli accorpamenti, specie in città molto grandi, non hanno portato i risultati sperati (Napoli, Reggio Calabria).

A mio avviso si poteva cominciare con l’indicazione di linee guida per i Direttori generali, obbligarli a lavorare insieme per l’armonizzazione di servizi, farle diventare gli obiettivi su cui giudicare il loro operato. 





giovedì 10 novembre 2016

Accorpamento? No, grazie!



Oggi la Commissione Sanità discute dell’accorpamento delle Asl To1 e To2. 
Voglio essere chiaro: per me non sempre unire significa risparmiare, e lo abbiamo già visto in passato. Basti pensare alla Asl To 3, nata dall’accorpamento della ex 5 e ex 10: si sono dovuti registrare tutti i passaggi di proprietà al nuovo ente, si è fatto un logo nuovo e si sono avviate nuove organizzazioni di procedure e personale. Oggi ci sono due sedi fisiche molto distanti, un territorio enorme, malumori e costi. Ha funzionato?
Siamo sicuri che accorpare significhi produrre maggior efficienza? Non sarebbe meglio far funzionare bene l’esistente invece di continuare ad insistere con accorpamenti che disorientano il personale e l’utenza?
A sostegno della mia tesi anche un articolo di Stefano Simonetti sul Sole24ore del 2 giugno scorso, Speciale Sanità: “ .... gli accorpamenti generano immancabili costi organizzativi e sociali .... le linee gerarchiche si dissolvono e i risultati in termini di efficacia dei percorsi assistenziali ma anche dell’azione amministrativa sono inevitabilmente a rischio .... nei confronti del personale dipendente un eccesso di cambiamenti nel breve periodo non può che causare difficoltà operative e forse disaffezione per il proprio lavoro”.

martedì 15 marzo 2016

Politiche della salute a Torino e in Piemonte; vi presento i nostri candidati alle comunali di Torino

L’evento “Politiche della salute a Torino e in Piemonte” è stato un successo. I temi di cui ho parlato sono noti a chi mi segue e sono stati incentrati su alcune delle iniziative che ho portato e che sto portando avanti e che si possono trovare su questo blog; si intrecciano con le politiche sociali e con il sempre maggiore taglio di risorse.


Sono contento che la serata sia stata anche l’occasione per presentare i nostri candidati alle prossime elezioni comunali nella lista civica che sostiene Fassino.
Persone nuove, non i soliti volti della politica, che condividono esperienze di diversa natura e che hanno voglia di agire per la collettività con idee propositive e sapendo ascoltare, a differenza di chi si lamenta soltanto o di chi è convinto di avere sempre la verità in tasca.
Mauro Gnaccarini, veterinario del servizio pubblico e sindacalista, ha parlato della salute soprattutto come prevenzione e “ben-essere”. “La città di Torino è una delle cento città europee, in trenta Paesi, della rete “città sane”, e ha creato momenti di confronto come “La salute in Comune”. La prevenzione non deve essere soltanto quella “secondaria” ovvero quella che si realizza con gli screening medici, ma c’è anche tutto un lavoro di prevenzione primaria, ad esempio nel controllo sugli alimenti che spesso è sconosciuta”, ha detto Gnaccarini, che poi ha toccato anche i temi degli animali da affezione e della qualità dell’aria.

Da sinistra, Alfredo Monaco, Mimmo Dellisanti e Mauro Gnaccarini
















Antonio Musto, ora in pensione, è un imprenditore che ha regalato la sua azienda ai dipendenti. Tra il 2009 e il 2014 questi sono passati da 4 a 52, e gli è sembrato brutto, con la sua quiescenza, chiudere o vendere una così bella realtà che ha stabilimenti a San Mauro e Moncalieri nel campo informatico. Il tema ambientale è quello che lo appassiona di più.
A sinistra, Antonio Musto

Mimmo Dellisanti, con esperienza di assessore a Venaria, ha parlato di temi pratici della lista e si è detto  convinto “che occorre non disperdere le forze per dare il nostro contributo migliore alla lista, con un buon programma”. Dipendente Gtt, è esperto di trasporti e può portare la sua esperienza come amministratore di un grande comune come Venaria.



Erika Sparacio


Erika Sparacio, imprenditrice e mamma, si è presentata brevemente e con spirito molto femminilmente pratico ha detto solamente “Io ci credo”. 

mercoledì 24 febbraio 2016

ISEE: SCOMPUTO DELL’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO DAL CALCOLO DELL’INDICE



Testo dell’ordine del giorno 640 presentato il 10 febbraio 2016. 
Una questione di equità.

PREMESSO che dal gennaio 2015 è stato inserito nel calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) anche il valore dell’indennità di accompagnamento, considerata alla stessa stregua di un reddito;
CONSIDERATO che l’indice ISEE è lo strumento con il quale gli enti pubblici valutano la situazione economica delle famiglie per fornire prestazioni a tariffa agevolata (esempio mensa, scuolabus);
CONSIDERATO che la natura giuridica dell’indennità di accompagnamento è legata esclusivamente alle condizioni di salute e mai allo stato patrimoniale, riconoscendone il valore di sostegno alla malattia;
RITENUTO che con il nuovo metodo di calcolo le famiglie con disabili a carico possono risultare penalizzate

Il Consiglio regionale IMPEGNA la Giunta Regionale

A farsi parte attiva presso il Governo per rivedere il metodo di calcolo dell’ISEE, nel quale il valore dell’indennità di accompagnamento veniva scomputato dal calcolo dell’Isee, ripristinando così equità di trattamento alle famiglie con disabili a carico.

venerdì 6 novembre 2015

IO SCELGO LA ROSSA

Domenica partecipo a questa iniziativa; siete tutti invitati. Interverrò come Consigliere Regionale della III commissione e come medico.




IO SCELGO LA ROSSA. INIZIATIVA DELLA CIA DI TORINO
PER LA PROMOZIONE DELLA CARNE PIEMONTESE DI QUALITÁ

Domenica 8 novembre | Torino, Piazza Palazzo di Città  | Ore 11,00
c/o mercatino degli agricoltori “La Spesa in Campagna”

Contro gli allarmismi, la disinformazione e il panico indotto nel consumatore, la Confederazione Italiana Agricoltori  ha deciso di lanciare lo slogan “Io scelgo la rossa” per ristabilire la verità sulle corrette modalità del consumo di carne, sul suo apporto nutritivo come alimento e sulla qualità certificata della carne piemontese.

“Io scelgo la rossa” vuole essere insieme un’affermazione individuale per una scelta di consumo consapevole e un movimento collettivo d’informazione, organizzato con il sostegno dei produttori zootecnici iscritti alla Cia di Torino, per raggiungere i consumatori disorientati.

Domenica 8 novembre, alle ore 11.00, la campagna “Io scelgo la rossa” organizza una degustazione pubblica e gratuita di carne cruda e salame piemontesi presso il mercatino di “La Spesa in Campagna” di Piazza Palazzo di Città. Sarà l’occasione per confrontarsi direttamente con produttori ed esperti sulle proprietà nutritive di questi alimenti, sulle modalità di allevamento e controllo delle carni e sull’apporto per una corretta alimentazione.

La zootecnia da carne rappresenta uno dei settori di maggior pregio del sistema agricolo piemontese, con controlli di filiera continui ed estremamente accurati e con attenzione elevata alle modalità di allevamento, alla varietà genetica degli animali, alla loro alimentazione e al benessere animale. La Cia di Torino ritiene che le conclusioni dell’Oms non si possano applicare a un territorio come quello piemontese, dove il consumo di carne rossa e derivati rimane ampiamente  al di sotto dei limiti fissati dall’International Agency for Research on Cancer(Iarc) e dove l’allevamento degli animali avviene per la maggior parte a ciclo chiuso in azienda (nascita, allevamento e nutrizione con foraggio prodotto all’interno della stessa impresa agricola), grazie a un sistema diffuso su tutto il territorio di imprese zootecniche di piccole e medie dimensioni.


“Attraverso le testimonianze dei nostri associati – spiega Roberto Barbero, presidente della Cia di Torino -  abbiamo avvertito che il consumatore è rimasto scosso dagli allarmi diffusi dall’Oms e ha deciso di modificare il contenuto delle proprie buste della spesa.  Con la nostra iniziativa vogliamo rassicurarlo e invitarlo a continuare a scegliere con fiducia la carne piemontese, il cui allevamento coinvolge nella sola provincia di Torino quasi 1200 aziende, perché si tratta di un alimento sano, genuino e dall’elevato apporto nutritivo che certamente va consumato nelle modalità corrette ma non deve abbandonare la nostra tavola ”

martedì 15 settembre 2015

BASTA SPRECHI IN RIMBORSI SPESE: PASSA IL MIO ORDINE DEL GIORNO. PRESTO ALL'ESAME PROPOSTA DI LEGGE CON TETTI MASSIMI DI SPESA

COMUNICATO STAMPA

SANITÀ, MONACO (RETE CIVICA): BASTA SPRECHI CON I RIMBORSI SPESE PER I REVISORI DEI CONTI DELLE AZIENDE SANITARIE.
NOMINE MINISTERI TENGANO CONTO TERRITORIALITÀ E TETTI MASSIMI DI SPESA.

La Regione si impegna affinché il Governo faccia più attenzione alle nomine dei sindaci (revisori dei conti) delle aziende sanitarie. Il caso sollevato dal consigliere Alfredo Monaco (Rete Civica) è partito da un episodio singolo ma è diventato questione di carattere generale.
L’ordine del giorno 449 è stato approvato nella seduta del Consiglio Regionale del 15 settembre (34 sì, 2 non votanti) e l’assessore alla sanità Antonio Saitta si è impegnato a portare avanti l’impegno presso la Conferenza Stato-Regioni.

A questo fa seguito una proposta di legge già depositata, che sarà valutata in commissione in sede legislativa, per far sì che i revisori dei conti abbiano un tetto massimo di spesa per i rimborsi.

“Sono soddisfatto dell’esito positivo della mia proposta, che va in coerenza con la diminuzione del numero dei componenti del collegio, da 5 a 3 – dichiara il Consigliere Regionale piemontese Alfredo Monaco (Scelta di Rete Civica per Chiamparino) – Ora che ho incassato il voto favorevole di maggioranza ed opposizione, porterò avanti con più forza la proposta di legge che stabilirà un tetto massimo ai rimborsi spese”.

Infatti, gli emolumenti per i componenti dei collegi sindacali sono pari al dieci per cento dello stipendio lordo di un dirigente regionale; ma per quanto riguarda i rimborsi spese al momento non c’è limite massimo. Nella Proposta di legge si riduce questo importo al dieci per cento del rimborso previsto per un dirigente regionale in missione”.

Chiaro che a questo punto sia chi nomina sia chi viene nominato avrà maggiore interesse a una particolare attenzione alla territorialità del suo incarico.

“L’altro aspetto importante della norma che ho predisposto è che nei bilanci di tutti gli enti coinvolti si potranno scrivere cifre certe per i rimborsi, anziché cifre variabili secondo le spese”, conclude il Consigliere Regionale Alfredo Monaco.


Torino, 15 settembre 2015 

venerdì 31 luglio 2015

REVISORE DEI CONTI DI ALESSANDRIA? IL MINISTERO MANDA IL SINDACO DI AVOLA

COMUNICATO STAMPA
IL REVISORE DEI CONTI DELL’OSPEDALE DI ALESSANDRIA?
IL MINISTERO LO PRENDE AD AVOLA (SIRACUSA)
UN COSTO ENORME MENTRE SI TAGLIANO DIECI MILIARDI
PER LA SANITÀ PUBBLICA


“Nelle stesse ore in cui il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin annunciava tagli alla sanità per dieci miliardi di euro, un bagno di sangue per i malati, il suo stesso Ministero incaricava come rappresentante nel Collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, il Sindaco di Avola, in provincia di Siracusa, con un enorme costo per la collettività”.
Il Consigliere regionale piemontese Alfredo Monaco del Gruppo Rete Civica ha scritto al Ministero, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Direttore Generale dell’Aso di Alessandria e allo stesso sindaco di Avola per stigmatizzare l’accaduto, dopo aver presentato mercoledì un’interrogazione in proposito. 
Il fatto: il 23 luglio 2015 è stato designato dal Ministero della Salute, a firma del Cons. Giuseppe Chinè, Capo di Gabinetto del Ministro, nel Collegio sindacale dell’Aso di Alessandria per il prossimo triennio il dr. Giovanni Luca Cannata, sindaco di Avola.
“Che sia diritto del Ministero della Salute designare chi gli pare è fuor di dubbio ma ho trovato quanto meno inopportuna la designazione del dr. Giovanni Luca Cannata, non certo per il suo curriculum, che è assolutamente degno di lodi, né tantomeno per le indagini su reati di truffa e turbativa d’asta che lo vedono coinvolto – scrive il Consigliere regionale piemontese Alfredo Monaco, del Gruppo Rete Civica - Le ragioni di inopportunità sono nella incoerenza dei costi. Mi spiego: l’indennità che si riconosce nell’ASO di Alessandria al componente del Collegio sindacale (revisore dei conti) è di circa € 12.000 lordi all’anno. A questi vanno aggiunti gli incentivi che assommano ad un ulteriore € 2.400. Fin qui tutto regolare, come regolari sono i rimborsi spese che vengono riconosciuti come ad un dirigente regionale in missione.
Ma, sebbene regolari, se viaggia in auto deve percorrere km 1500 in andata ed altrettanti in ritorno per oltre 30 ore di viaggio (che sottrae a tutte le sue attività, compreso il governo della Città di Avola), con un consumo di circa 110 lt di carburante e € 200 di pedaggi. In aereo il costo del biglietto A/R è pari a € 550 circa partendo dal Fontanarossa di Catania per atterrare a Genova, Torino o Milano.
Aggiungiamo i costi di trasporto da Avola a Catania e da Alessandria all’aeroporto (e ritorno); almeno 2 pernottamenti, 4 pranzi, 2 cene e 2 colazioni… alla collettività costa qualcosa come € 1.500-€ 2.000 solo di rimborso spese”.
Con la stessa cifra del rimborso spese di ogni viaggio, si potrebbero pagare “oltre 2 assegni terapeutici per pazienti psichiatrici, 2 giornate di posto letto in un ospedale o una sessione di terapia anti epatite C”, continua Monaco.
Il Consigliere Monaco si dice certo che “nelle prossime ore, appena saprà della designazione, il dr. Cannata ringrazierà il Ministero ma declinerà l’onere di salire fino ad Alessandria da Avola” e nello stesso tempo, il Ministro “troverà congrua l’osservazione e non mancherà di designarlo in analoga funzione a costi di rimborsi compatibili con i sacrifici che si stanno imponendo ai cittadini”.
Torino, 31 luglio 2015

Qui di seguito, il testo dell’interrogazione
OGGETTO: NOMINA RAPPRESENTANTE MINISTERIALE COLLEGIO SINDACALE ASO SS. ANTONIO E BIAGIO E CESARE ARRIGO - ALESSANDRIA
Premesso che
-          è in corso il rinnovo del collegio sindacale dell’azienda ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria per il prossimo triennio;
-          la Regione Piemonte è chiamata ad indicare il nominativo del proprio rappresentante;
-          che il 22 luglio 2015 il Ministero della Salute ha provveduto ad indicare il proprio rappresentante e a comunicarlo al Direttore della Aso in oggetto e alla Direzione Sanità della Regione Piemonte con nota protocollata il 23 luglio, a firma del Capo di Gabinetto del Ministro, Cons. Giuseppe Chinè;
-          che il rappresentante designato è il Dott. Giovanni Luca Cannata, sindaco del Comune di Avola in provincia di Siracusa;
-          che il curriculum vitae del Dott. Cannata è certamente ricco di esperienze professionali;
Considerato che
-          Si tratta di una persona residente nel Comune di Avola (provincia di Siracusa), Comune in cui ricopre anche la carica di sindaco a partire dal 2012, oltre che essere Vice Presidente Vicario Anci Sicilia e Consigliere nazionale Anci;
-          Il Dottor Cannata risulta essere indagato per turbativa d’asta e truffa in merito a lavori per la realizzazione di impianti fotovoltaici in alcuni edifici pubblici di Avola (Sicilia.it, 19 maggio 2015 e altri quotidiani);
Considerato inoltre che
-          Il Ministero della Salute proprio in questi giorni annuncia di dover tagliare miliardi di euro di spesa sanitaria considerata impropria;
-          Che per motivi di costo (rimborso spese viaggio) e di funzionalità (lontananza effettiva del Sindaco del collegio sindacale) sarebbe forse stato meglio, per ragioni di opportunità, nominare persona altrettanto competente ma residente più vicina all’Azienda di cui si deve occupare;
-          che la persona nominata dal Ministero è indagata (seppure valga la presunzione di innocenza fino al giudizio);
-          che l’opinione pubblica è particolarmente sensibile a casi di sprechi di denaro pubblico e di incarichi multipli ricoperti dalle stesse persone;

Il Consiglio regionale impegna la Giunta

- A impegnarsi presso il Ministero della Salute per conoscere le motivazioni che hanno condotto alla scelta di tale rappresentante;

- A chiedere al Ministero della Salute che sia revocata la nomina del Dottor Cannata ed eventuali altre nomine con le medesime caratteristiche;
- A impegnarsi presso il Ministero della Salute e presso il Ministero delle Finanze affinché venga inserita come regola della scelta, nel futuro, in merito alla designazione dei rappresentanti ministeriali presso i Collegi sindacali, non soltanto la valutazione dei curricula, ma anche il criterio di territorialità e di minor spesa possibile per le Casse dello Stato.  
PRIMO FIRMATARIO

Alfredo Monaco



martedì 30 giugno 2015

Tao, una risposta che non mi soddisfa

La risposta dell’assessore Saitta alla mia interrogazione sui disagi per i pazienti in Terapia Anticoagulante orale (Tao) presso il presidio sanitario di Giaveno non mi soddisfa. 


L’assessore ha riportato numeri e dati pari pari a quelli forniti nei giorni scorsi dall’Asl TO3 ai mezzi di comunicazione, senza fornire spiegazioni esaurienti. Viene detto che al Laboratorio analisi di Rivoli non c’è personale adatto alla preparazione dello schema terapeutico, ma a me risultano in servizio sette medici più sette biologi più ancora un biologo a Susa. Invece di prendere questo modello di efficienza, che consentiva il minimo disagio all’utenza e la preparazione accurata di uno schema terapeutico per i pazienti Tao, e portarlo ad esempio anche per altre zone, la Regione ha fatto il percorso inverso, chiudendo progressivamente i Laboratori che fornivano questo servizio e ribaltando la patata bollente sui malati e sui medici di famiglia. Medici che elogio perché (nella maggior parte dei casi) hanno supplito bene e velocemente alla nuova organizzazione. Per quanto riguarda i malati, è chiaro il disagio che hanno subito, con più spostamenti, nonché lo stress di capire la nuova situazione e, in alcuni casi, anche i rimbrotti dei medici.

Ma se il Laboratorio Analisi di Rivoli continua a seguire 434 pazienti (sugli 867 del Distretto giavenese, circa la metà) perché definiti complessi, cronici o a domicilio, perché creare tutto questo “ambaradan” per l’altra metà? Visto che si parla di mediamente 21 pazienti per ogni MMG, era proprio necessario smontare un servizio funzionante e smembrarlo?


martedì 28 aprile 2015

San Luigi Orbassano, difendere i servizi


Si è parlato del San Luigi di Orbassano nella seduta di Consiglio Regionale del 28 aprile.
Il Consiglio ha bocciato una mozione che chiedeva di trasformarlo in Hub e respinto un ordine del giorno che chiedeva di mantenervi le analisi di laboratorio, presentati entrambi da Forza Italia.
Sulla prima mi sono astenuto, sul secondo ho votato contro.
Quello che deve interessare, più che le etichette, sono i servizi ai cittadini, che devono essere erogati in maniera efficace ed efficiente. Occorre sicuramente sostenere il San Luigi ma non dobbiamo alimentare il fuoco della protesta sterile, poiché è una struttura che è stata molto “ascoltata”, con anche audizione in quarta commissione.
Credo che sulla zona ad Ovest di Torino, molto popolosa, occorrerà fare particolarmente attenzione ai servizi territoriali che si stanno definendo. Sono invece meno sensibile ai discorsi sui singoli reparti, o alle comparazioni con i vicini (Mauriziano, Rivoli) annunciando primati e facendo paragoni su base di autocertificazioni che non hanno riscontro.
Se ci deve essere verifica in termini di qualità, sia allora fatta in profondità.
Difendo quindi il San Luigi come istituzione, ma non condivido i metodi.


martedì 21 aprile 2015

Riordino rete assistenziale territoriale

Questa mattina in aula l'Assessore Saitta ha presentato le linee guida della riorganizzazione dell'assistenza territoriale.
Ecco la sintesi del mio intervento:



- Apprezzo il complesso lavoro dell’Assessore Saitta e il fatto che quanto illustrato sia una bozza di linee guida sulle quali si può ancora intervenire.
- Spesso la medicina territoriale (esclusi i medici di famiglia) è di tipo difensivo, con personale non adeguatamente formato e senza gli strumenti adatti di diagnostica, mentre dobbiamo porre come punto quello della sicurezza. Ovvero: credo l'utente abbia l’impressione di ricevere un servizio che dovrebbe essere di pari qualità - o, almeno, di pari sicurezza - rispetto ad altre strutture e invece si innesca un meccanismo che rischia di essere vizioso, cioè quello del trincerarsi, da parte del presidio, dietro l’impossibilità di erogare dei servizi di alta qualità o di rispondere al quesito in termini diagnostici, perché mancano le strumentazioni che sono invece appannaggio di strutture di più elevata complessità.
- Distinguere bene per la popolazione la differenza tra Ppi, punti di primo intervento, e Pronto soccorso.
- Costituire un reale filtro sul territorio, prima dell’ospedale.
- ridurre la presenza dei dipartimenti e delle strutture interdipartimentali, sovradipartimentali, iperdipartimentali … che costano moltissimo e rendere la struttura amministrativa più snella.
- mettere mano alla gestione del sistema 118 e in particolare di quello notturno, che oggi è pagato a gettoni e quindi ad altissimo costo.


martedì 14 aprile 2015

Salute: un tema sempre molto sentito

Bella serata, folto pubblico, interessante intervento del Professor Fava. La salute è un tema molto sentito, come hanno dimostrato tutti gli interventi. Qualche chicca storica e uno sguardo al futuro.
I video cliccando qui prima parte e cliccando qui seconda parte (grazie a Mauro Lilliu). 
Per le foto invece ringrazio Emilio Battagliotti. 
Per la mostra sull'ex ospedale giavenese Marie Claire Massimo. 





Il pubblico

Da sinistra Edoardo Favaron, Gianna Gancia e Alfredo Monaco

Il Capitano Golini, che effettuò il primo intervento di elisoccorso in Val Sangone, il 12 agosto 1984, salvando la vita a una ragazza che si era "rotta l'osso del collo"




Il Professor Franco A. Fava che ha illustrato il suo libro "Le cattedrali della salute", storia sociologica della sanità in Piemonte, con un intervento molto interessante e seguito

Intervento dal pubblico del Dottor Franco Vergano





mercoledì 1 aprile 2015

Le Cattedrali della salute: appuntamento il 9 aprile a Giaveno

Comunicato stampa

Le Cattedrali della Salute di Piemonte e Valle d’Aosta
Storia sociologica della sanità



Giovedì 9 aprile a Giaveno (TO) una serata sulla sanità e sulla salute, con la preziosa presentazione del libro “Le Cattedrali della Salute di Piemonte e Valle d’Aosta - Storia sociologica della sanità” insieme all’autore Franco A. Fava.
Un momento di condivisione della tradizione di cura della nostra Regione, in cui, come scrive Fava, “L’identificazione sociale delle comunità verso le strutture sanitarie si è inserita nella cultura popolare interiorizzando nel tempo il messaggio relativo ai valori religiosi della carità e dell’accoglienza verso i malati, anzi dei “signori malati”, bisognosi di assistenza, secondo il detto di San Camillo de Lellis, contribuendo così nel corso dei secoli ad identificare l’Ospedale come un luogo sacro da difen­dere e da tutelare ad ogni costo”.
Una serata anche per fare il punto sulla nuova programmazione sanitaria della Regione.
Oltre al “padrone di casa” il Consigliere Regionale Alfredo Monaco, sarà presente la Consigliera Regionale Gianna Gancia.
Introduce il Consigliere comunale con delega alla Cultura, Edoardo Favaron.
Saranno proiettate immagini d’epoca dell’ex ospedale e sarà esposta la mostra “Dare un’anima all’ospedale” realizzata da Marie Claire Massimo.

L’autore: Franco A. Fava, sociologo e docente presso la Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Torino in Sociologia della salute e Demografia, è un attento studioso di fenomeni sociali. Scrittore e giornalista pubblicista ha collaborato con numerose istituzioni culturali e di ricerca, italiane e straniere, nel campo dell’analisi sociale. Nella sua attività professionale è esperto in programmazione socio-economica.

La serata: giovedì 9 aprile alle 20,30 presso la sala consigliare del Comune di Giaveno (TO), Palazzo Asteggiano, via Marchini 2. Patrocinio della Città di Giaveno. Ingresso libero. La cittadinanza è invitata a partecipare. Si allega locandina dell’evento.

Dichiarazione del consigliere regionale Alfredo Monaco (Scelta Civica): “Le “Cattedrali della salute” rappresentano le gloriose istituzioni giunte sino a noi attraverso i secoli, sfidando le avversità della storia e i cambiamenti sociali e politici. Questo studio consente di comprendere le problematiche oggi presenti nel contesto della gestione del welfare sanitario, in un’ottica di evoluzione storico-sociale, proponendo altresì al lettore di contestualizzare alcune problematiche, nonché le sfide contemporanee rivolte al futuro della sanità pubblica. Oggi la nostra società si trova ad affrontare da un lato importanti cambiamenti sociali e demografici e dall’altro una straordinaria evoluzione progressiva della scienza medica, situazioni verso le quali è importante prevedere adeguate risposte nell’offerta e nell’organizzazione sanitaria ed assistenziale, attraverso sicure fonti di finanziamento. Questo sia valorizzando l’eccellenza delle strutture ospedaliere sia rafforzando l’assistenza territoriale e domiciliare, in un’ottica di appropriatezza, di efficienza e di efficacia dei servizi offerti”.




Salus populi suprema lex (La salute del popolo è legge suprema)
Cicerone


giovedì 26 marzo 2015

LE CATTEDRALI DELLA SALUTE

LE CATTEDRALI DELLA SALUTE

Di Piemonte e Valle D'Aosta: Storia sociologica della sanità. 

Ne parliamo giovedì 9 aprile alle 20,30 presso la sala consiglio del Comune di Giaveno (TO) con l'autore del libro, il sociologo Franco A. Fava, docente presso la scuola di Medicina dell'Università di Torino. 

Oltre a me, sarà presente la Consigliera Regionale Gianna Gancia. Modera Edoardo Favaron, consigliere comunale delegato alla cultura. Sarà esposta la mostra “Dare un’anima all’ospedale” di Marie Claire Massimo. Video proiezione di immagini d’epoca dell’ex ospedale. 

Dalla mia prefazione: "Un viaggio attraverso le principali istitu­zioni ospedaliere del Piemonte e della Valle d’Aosta, rappresentando nel contempo l’articolata e complessa rete di assistenza e cura presente sin dal Medioevo, quale straordinaria realtà al servizio rivolto ai più deboli. Grazie alla gloriosa eredità ospedaliera, giunta a noi attraverso i secoli, il nostro Paese si è collocato ai primi posti nel panorama internazionale nel servizio sanitario, con caratteristiche universali e pubbliche, un primato da difendere assiduamente con il concorso di tutti i soggetti coinvolti, ossia gli operatori ed i cittadini.
In questo libro il concetto di Cattedrale si identifica con quello dell’accoglienza, ossia uno dei presupposti principali al fine di considerare il cittadino-utente non più come “paziente” bensì come “persona assistita”, verso la quale è doveroso ogni possibile impegno nel rispetto della dignità umana, al fine di riconoscere il diritto alla cura ed alla salute, come reale applicazione dei principi sanciti nella Carta Costituzionale all’articolo 32".  


mercoledì 18 marzo 2015

Integrazione ospedale-territorio. Interessante convegno a Bra

Molto interessante il convegno svoltosi lunedì a Bra, relativo all’ospedale di Verduno e più in generale alle possibilità di integrare ospedale e territorio.
Prima di cominciare i lavori, un bel segnale con la presenza insieme, sul palco, dei sindaci di Bra (Sibille) e Alba (Marello): persone che hanno saputo superare i campanilismi e lavorare in un’ottica comune.
Interessanti tutte le relazioni, in particolare quella dell’Onorevole Monchiero che ha presentato un excursus storico sulla nascita della sanità pubblica e proposto nuovi modelli per l’integrazione tra punti di alta specialità (ospedali) e percorsi del paziente (con Medici di medicina generale e servizi sociali, in una dimensione territoriale piccola e riconoscibile).
Il Direttore generale dell’Assessorato alla Sanità Fulvio Moirano ha parlato di necessario riequilibrio all’interno della Regione, sostenendo che la provincia di Cuneo “dà” molto al sistema regionale. Ho apprezzato anche l’intervento di Ivan Cavicchi, esperto di politiche sanitarie, che ha posto l’accento sulla motivazione del personale (sapete che ci tengo particolarmente), senza nulla togliere a tutti i relatori, che sono stati molto professionali, in un convegno di altissima qualità che ha cercato di darci qualche indicazione per il futuro della programmazione sanitaria. Per quanto mi riguarda, l'integrazione tra ospedale e territorio non è solo "l'unica soluzione possibile", come indicava la locandina, ma "la migliore soluzione possibile". 
Il folto e attento pubblico presente

Il mio intervento

L'intervento dell'Onorevole Giovanni Monchiero



martedì 20 gennaio 2015

CENTRALITÀ DELLA PERSONA IN SANITÀ


COMUNICATO STAMPA
Centralità della persona in sanità
Il presidente Sergio Chiamparino dichiara che in sanità è necessaria “la centralità della persona, per migliorare la qualità della vita e della salute” e che occorre ridare “dignità al paziente”.
Sono soddisfatto di queste affermazioni, perché coincidono con il mio principale argomento elettorale e perché sono i temi su cui da allora sto lavorando con diverse azioni.
Mi auguro che queste affermazioni trovino una messa in pratica con azioni lungimiranti e coordinate in campo sanitario, per finire l’epoca dei “rappezzi”.
Torino, 20 gennaio 2015
Dott. Alfredo Monaco
Capogruppo Scelta Civica Consiglio Regionale Piemonte