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mercoledì 25 ottobre 2017

SERATA VACCINI: SE LI CONOSCI LI FAI

I documenti discussi nella serata si trovano ai seguenti link:


Da sinistra il sottoscritto, la Professoressa Siliquini,
la Dottoressa Gallone e lo Psicologo Martinasso
il pubblico della serata


Il mio intervento


Lo psicologo Mauro Martinasso

Il saluto degli Assessori Cataldo e Calvo 


La Professoressa Roberta Siliquini 





mercoledì 31 maggio 2017

Suolo, conoscerlo per proteggerlo


Il suolo, questo sconosciuto. Questo elemento che trattiamo male, che non sempre valorizziamo o conserviamo come si dovrebbe. Se ne è parlato a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, nell’ambito della campagna di Legambiente #salvailsuolo, con la presentazione del libro di Matilde Casa, la battagliera sindaca di Lauriano che ho avuto il piacere di conoscere. 
Ha scritto con Paolo Pileri, urbanista, un libro che già dal titolo fa capire l’importanza dell’argomento: “Il suolo sopra tutto”. 
Matilde Casa è stata portata in giudizio in tribunale con l’accusa di abuso d’atti d’ufficio per aver reso agricolo un terreno che era edificabile, cambiando il piano regolatore. Ha raccontato: “La mia vicenda non è stata una passeggiata ma per fortuna si è conclusa felicemente. Ho subito nel 2014 un processo per aver approvato con il Consiglio Comunale un piano regolatore che diminuiva la superficie edificabile, unico caso in Italia. Non solo consumo zero, ma addirittura diminuito. Ho ricevuto un avviso di garanzia, non mi sono preoccupata, ma poi c’è stato il rinvio a giudizio e il processo è durato due anni. La parte più difficile è stata sentirsi sola, perché non soltanto non mi è stato dato un encomio per la mia scelta, ma addirittura sono stata perseguita. Da lì parte poi la parte positiva della storia, perché ad aprile dell’anno scorso sono stata invitata in Regione per un seminario, ho letto in pubblico il mio capo d’accusa che era “abuso d’ufficio” e ho visto che alle persone che ascoltavano sembrava impossibile che fossi stata accusata per questo. Da allora è partito il tam tam mediatico e ho avuto un aiuto, c’è stata persino la prima pagina del Corriere della Sera. La mia vicenda ha prodotto una forma di risveglio, le persone cominciavano a farsi delle domande. Sono stata prosciolta con formula piena perché il fatto non sussiste, e poi ho conosciuto Legambiente, che mi ha dato supporto e mi ha candidata finalista del premio nazionale Ambientalista dell’anno 2016, che ho vinto. Quindi sono passata dalla sfiga al successo, i più raffinati la chiamano resilienza”.
La parte del libro scritta da Pileri è più tecnica, e nel corso del dibattito ha incoraggiato urbanisti e amministratori a parlarsi di più: “L’urbanistica è diventata una lingua straniera, o la sveliamo a tutti o ce la teniamo per noi”, ha detto, propendendo ovviamente per la prima soluzione. 
La campagna si propone di raccogliere entro settembre un milione di firme per chiedere all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. L’assessore Giorgio Ferrero ha ricordato che il Consiglio sta lavorando a un progetto di legge sul consumo del suolo, una legge che sarà impopolare ma necessaria: “C’è la dinamica immorale degli oneri di urbanizzazione che premiano i comuni che edificano, che poi hanno i consensi della gente perché possono dare i servizi. È come se un agricoltore ogni anno vendesse un ettaro del suo terreno: è chiaro che alla fine non ne ha più”.




martedì 30 maggio 2017

Foreste e gestione del legno, la Regione ci crede: convegno a Coazze

Il mio saluto accanto al sindaco di Coazze Mario Ronco
e al consigliere delegato alle attività produttive Carlo Marinari

Il Psr foreste vale 70 milioni di euro 
su sette anni.  

Molto interessante il convegno propedeutico alla giornata di fiera “Lu bo e la fejri”a Coazze, in cui si è parlato di filiera del legno e di utilizzo sostenibile e remunerativo del bosco. È un obiettivo a cui il Comune di Coazze sta tendendo, attraverso questi incontri periodici con le aziende forestali e gli operatori del legno. Un obiettivo che comuni vicini a noi, come quello di Usseaux, hanno già in parte raggiunto.
Come Consigliere regionale sono contento che la nostra Regione stia lavorando nella medesima direzione, sia con la legge sulle associazioni fondiarie (Asfo), sia con alcune misure specifiche di finanziamento previste dal PSR (piano sviluppo rurale). Da 15 anni si stanziano fondi specifici per la formazione professionale degli operatori del settore (misura 1) e sono stati istituiti gli albi delle imprese. Si punta molto sulla cooperazione (misura 16), con le sottomisure specifiche su innovazione, progetti pilota, cooperazione tra microimprese per condividere risorse o fasi di lavoro, costituzione di filiere legno-energia e per la gestione forestale associata.
Tenete presente che la nostra regione conta un milione di ettari di superficie di bosco, dieci anni fa eravamo a 850mila, c’è quindi un incremento; a questi dati bisogna aggiungere l’arboricoltura in pianura. 200mila ettari (un quinto) sono di castagneti, di cui il 90 per cento sono proprietà private e purtroppo molti abbandonati.  
Il sindaco del Comune di Usseaux Andrea Ferretti ha raccontato l’esperienza del suo Comune con la vendita di legna (in particolare di conifere di pregio) e la certificazione PFC delle foreste (che indica una gestione oculata, seria e responsabile del bosco, con tagli non predatori ma programmati).
Per informazioni vedere la sezione apposita del sito della Regione, in cui si trovano tutti i bandi cliccando qui
Nella stessa pagina si trovano molti esempi di progetti già finanziati e funzionanti da cui si può prendere spunto.



martedì 9 maggio 2017

Amianto: due convegni per informare, conoscere, prevenire e bonificare

Il 28 aprile a Casale Monferrato ho partecipato al convegno che dava il via al Tour delle Buone Pratiche - Amianto Zero che toccherà diverse città italiane in modo che le informazioni vengano condivise il più possibile. 
Come si opera, chi deve fare cosa, quali sono gli enti preposti ai controlli e alle bonifiche, aspetti legali e tecnici sono stati toccati con grande semplicità e chiarezza dai tanti relatori ottimamente combinati dal Direttore dell'Arpa Piemonte, Angelo Robotto. Emozionante il momento in cui è stata donata una pianta di Davidia in memoria dell'ingenere Stefano Rigatelli, che lavorava all'Assessorato regionale all'ambiente e che tanto si è occupato del tema. La stessa pianta che l'artista Gea Calzolari ha utilizzato per il Vivaio Eternot, il parco sorto dove una volta c'era la fabbrica di eternit. Nel mio intervento ho proposto di premiare Casale Monferrato come Città campione d'Italia dell'Eco-recupero poiché ha saputo trasformare un'area che era una fabbrica di morte in un luogo vivo, in cui le piante simboleggiano appunto la vita. Così come deve continuare ad avere vita il movimento che si batte per la rimozione dell'amianto e per una maggior informazione e consapevolezza possibile. 


 Gli amministratori locali sono i primi ad essere chiamati ad agire in situazioni di potenziale pericolosità, ad essi le altre istituzioni (Regione, Arpa, Asl, Stato) devono fornire sostegno, fondi, uno snellimento della burocrazia, apporti tecnici e scientifici. Oggi i rappresentanti delle città toccate dal problema erano in prima fila per imparare e per condividere le loro informazioni: una rete nazionale che con la nuova legge sugli ecoreati può agire in modo più incisivo.

Il Tour proseguirà a Monfalcone, Catania, Bologna, Lecce/Bari e Firenze, con il Friuli capofila del progetto.

Il 1° marzo 2016 il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato il Piano Regionale Amianto 2016-2020 in cui si fa una sintesi delle azioni in essere e di quelle da avviare (bonifiche, informazione, mappatura). Uno strumento per coniugare ambiente e salute. Con l’ultmo bilancio regionale si sono messe in campo risorse per chi deve rimuovere dalle sue proprietà piccoli quantitativi di manufatti contenenti amianto e risorse per i Comuni.


Il 9 maggio sono stato invitato a parlare ad un altro convegno sul tema, organizzato dall’Ordine degli Ingegnere e dall’Ordine dei Medici sempre con la regia di Arpa Piemonte. Siccome i professionisti, i tecnici, devono essere in grado di acquisire informazioni anche per la progettazione, l’aspetto della formazione mi pare fondamentale. 


 


Direi di più, tutto l’aspetto dell’informazione è prioritario nel Piano Regionale. Ecco cosa ho detto nel mio intervento: “Come è scritto nel Piano Regionale Amianto la salute è un bene comune. Il convegno di oggi mette in relazione tecnici e operatori di due diversi settori, quello ambientale e quello sanitario, perché è sempre più necessaria una sinergia tra le due componenti. Nel Piano sono delineati obiettivi e strategie operative fino al 2020, la più importante delle quali a mio avviso è quella dell’informazione e comunicazione. Infatti mappature e bonifiche sono a buon punto; con i finanziamenti previsti anche i privati sono spinti a denunciare il proprio immobile contribuendo alla salute di tutti. C’è anche il discorso dello smaltimento dei rifiuti, di cui abbiamo parlato nel convegno a Casale Monferrato, per cui si spera che l’evolversi delle tecnologie consenta un abbassamento del costo dello smaltimento e una maggiore sicurezza.
Ma l’informazione, sia degli operatori sanitari e in primis dei Medici di medicina generale, sia di chi è responsabile della sicurezza negli ambienti di lavoro come molti di voi, resta a mio avviso la parte principale: soltanto con una comunicazione corretta a partire dalla più tenera età si possono formare cittadini consapevoli. Vanno formati anche gli amministratori e i segretari comunali. Non è il caso di generare ansia, ma di dire la verità. A proposito di ansia, nel Piano regionale amianto si trova anche l’indicazione che qualora le malattie amianto correlate siano asintomatiche, è da valutare bene il tipo di interventi e anche di screening oncologici, che in alcuni casi potrebbero dare falsi positivi generando interventi inutilmente invasivi e appunto stress”.
Naturalmente la Regione ha messo nero su bianco il massimo sostegno per la ricerca e la sperimentazione nel campo della prevenzione, della diagnosi e della terapia delle patologie amianto correlate, oltre al sostegno di chi è malato.
Sono quindi importanti il proseguimento di tutti gli studi tecnici, il proseguimento della campagna di bonifica di tutti gli edifici pubblici e in particolare le scuole (per cui si stimano 150 interventi per un costo di 15-20 milioni di euro compresi il riutilizzo dell’edificio e l’efficientamento energetico, 5-10 milioni se soltanto bonifica): sono soldi certo ben spesi e prioritari per garantire un diritto prioritario, quello alla salute, sancito dalla nostra Costituzione all’articolo 32”.







mercoledì 12 aprile 2017

Furto della TV presso l'ex ospedale di Giaveno

Cronistoria:

Articolo Luna Nuova 7 aprile 2017


Il testo dell'interrogazione:

OGGETTO: Sicurezza Ex presidio Ospedaliero Giaveno

Premesso che:
-         La notte tra il 4 e 5 aprile scorso si è verificato un furto nel reparto di lungodegenza (Cavs) dell’ex presidio ospedaliero di Giaveno; in particolare è stato rubato un televisore ad uso dei degenti nella stanza comune;
-         Il furto ha comprensibilmente generato preoccupazioni fra i degenti, i loro familiari, gli operatori e la popolazione tutta che si chiede quale facilità di accesso vi possa essere nel reparto suddetto da parte di chiunque;
-         Nel dicembre 2015 l’Asl TO3 ha deliberato la soppressione del servizio di vigilanza armata presso la struttura giavenese;
-         A un’interrogazione in proposito a tale soppressione di servizio, l’Assessore Saitta rispondeva (dicembre 2015) che non vi era “Nessun problema per la sicurezza nel polo sanitario di Giaveno. La decisione uniforma il presidio di Giaveno a tutti gli altri presidi territoriali aziendali nei quali da anni non esiste vigilanza notturna armata (come ad esempio presso il vicino CAP di Avigliana, dove al pari di Giaveno esiste un Nucleo di Continuità Assistenziale). Negli ultimi 10 anni non si sono verificati a Giaveno episodi notturni che possano giustificare una vigilanza armata”;

Considerato che:
-         Da marzo scorso i cittadini che debbono recarsi nelle ore notturne dal medico di continuità assistenziale (ex guardia medica) qualora egli/ella sia in servizio sul territorio debbono attendere fuori o telefonare al centralino dell’ospedale di Rivoli per segnalare la propria presenza e attendere comunque fuori dall’edificio fino al rientro del medico;
-         Il 17 aprile 2016 atti vandalici hanno riguardato la porta a vetri della cosiddetta ala vecchia; in precedenza era già stata rotta dal lancio di una pietra da parte di un uomo in stato di ebbrezza poi fuggito;
-         Nella notte di sabato 22 ottobre 2016 il medico di continuità assistenziale è stato minacciato da un utente che ha sradicato la porta a vetri della sede della continuità assistenziale, e ha dovuto successivamente chiamare le forze dell’ordine;
-          I medici della continuità assistenziale hanno segnalato più volte agli organi competenti dell’Asl TO3 l’esistenza di questi problemi di sicurezza;
Le porte di accesso presentano comunque meccanismi di apertura/chiusura non adeguati;
INTERROGA
 L’Assessore                      
 Per conoscere quali misure intende porre in essere per garantire la sicurezza del presidio sanitario di Giaveno (TO), a tutela degli operatori, dei pazienti, dei degenti e delle strutture.  

LA RISPOSTA 


NUOVO COMUNICATO

RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE SULLA SICUREZZA DEL PRESIDIO DI GIAVENO
NECESSARIA MAGGIORE INFORMAZIONE

“Prendo atto della risposta fornita martedì 11 aprile dall’Assessore Saitta tramite il collega Ferrari alla mia interrogazione sulla sicurezza del presidio ospedaliero di Giaveno in seguito al furto di un televisore”, dichiara il Consigliere Regionale Alfredo Monaco (Rete Civica).
Risposta – in allegato - che in pratica riprende quanto già affermato ai giornali da parte del direttore Asl TO3 Flavio Boraso.
“Mi permetto soltanto di aggiungere, visto che non si rilevano dall’Asl o dall’assessorato particolari problematiche dell’edificio, che vengano organizzati più frequentemente momenti di formazione del personale addetto, o che esso venga avvertito tramite circolari puntuali, per fare in modo che ciascuno sia messo nelle condizioni di operare in modo scrupoloso e simili eventi non si ripetano più”, conclude l’esponente di maggioranza.
Torino, 12 aprile 2017 








sabato 8 aprile 2017

Viaggio nei profumi delle spezie

Venerdì nel pomeriggio sono stato in visita a un caro amico, Lele Bellizia, che con il figlio Massimiliano porta avanti un'azienda di confezionamento spezie e erbe aromatiche, da poco trasferita a San Benigno Canavese. La ditta però ha quasi cento anni, e sono anni di esperienza nel cercare sempre di soddisfare le nuove esigenze del palato degli utilizzatori finali così come quelle dei clienti che sono grandi produttori di cibo, marchi che tutti conosciamo in specie di paste ripiene e insaccati.
Da subito, appena entrati, un inebriante profumo

di spezie ci ha accompagnati; abbiamo potuto vedere i macchinari realizzati internamente per superare difficoltà pratiche e siamo stati colpiti dall'entusiasmo sempre vivo verso la ricerca. Ricerca e risorse umane sono infatti i due cardini della ditta, ci spiega Lele. Un'azienda che non fa numeri enormi ma che punta alla qualità, un settore "di nicchia" in un certo senso ma con intuizioni geniali che per il rispetto del... segreto di fabbrica... non posso svelare.
Posso soltanto aggiungere che le miscele sono preparate ad hoc per ogni tipo di cibo a cui devono abbinarsi, e che oltre all'alta qualità organolettica sono ovviamente rispettate tutte le norme che riguardano la sicurezza alimentare, con procedimenti che di riguardo verso la materia prima permettendo di lavorarla ma mantenendo il 93 % del principio attivo.
Recentemente su impulso di Max Bellizia, è nata anche Des Alpes, una linea di liquori che... abbiamo testato direttamente!!! e che sono ottimi e originali.
"Il valore aggiunto è la passione", dice Lele, e non posso che dargli ragione!




Un'invenzione di design per il mercato americano:
la scatola che comprende pasta, sugo, pinza e scolapasta 

 

Chi non ha mai aggiunto ai suoi piatti un po' di La Saporita?
 

Mascalcia: un'interessante opportunità lavorativa

Con Vincenzo Fedele
Venerdì mattina ho partecipato all'interessante evento organizzato presso la scuola salesiana di Agraria di Lombriasco. Agli studenti delle terze, quarte e quinte sono state fornite informazioni sulla mascalcia, l'arte di ferrare i cavalli, di cui un tempo il Piemonte e in particolare Pinerolo era capitale europea, nella scuola militare. Penso che la Regione debba essere vicino a iniziative di questo tipo, che se da un lato fanno riscoprire il passato storico, dall'altra danno importanti informazioni di orientamento per quella che può essere una professione del futuro. Si tratta certo di una nicchia, ma di una nicchia in cui sono richieste elevate professionalità, in un mestiere che rischia(va) di sparire. Le persone intervenute, che ci mettono la passione del volontariato e la professione di chi lavora nel settore, hanno puntato proprio a questo, ad aprire ai ragazzi "un mondo", un'opportunità ai giovani di costruire il loro futuro. 


Il ferro di cavallo da sempre è considerato un portafortuna; pochi sanno però l'attenzione che occorre dedicare alla sua preparazione, in base alla corporatura e agli eventuali difetti del cavallo. Ogni ferro infatti è "personalizzato"


L'intervento di Ivo Zoccarato



L'intervento di Vincenzo Fedele

L'intervento di Vincenzo Blasio, esperto del settore


giovedì 30 marzo 2017

DISABILI: CIRCOLAZIONE PIÙ FACILE


UNICO REGISTRO REGIONALE DEI VEICOLI AUTORIZZATI
PASSA ALL’UNANIMITÀ LA MIA PROPOSTA 


Con un emendamento al bilancio di previsione in discussione in questi giorni in I commissione, la Regione istituisce un unico registro per i contrassegni dei veicoli destina
ti al trasporto disabili in modo da favorirne la libera circolazione.
L’emendamento che ho proposto è stato accolto favorevolmente dalla Giunta e da tutte le forze politiche.
Nella pratica, si pone fine all’assurdità per cui i disabili devono segnalare tutto il loro percorso ai vari Comuni che intendono attraversare in un viaggio, per non vedersi recapitare multe o sanzioni qualora entrino in zone a traffico limitato o semplicemente il loro contrassegno non venga riconosciuto.
Questo perché a emettere il contrassegno sono i Comuni, che però non mettono in rete le informazioni.
Con questa novità si riconosce ai disabili il pieno diritto alla mobilità sul territorio, e allo stesso tempo si snelliscono le procedure per gli enti che dovevano controllare i permessi”.
Si istituisce quindi un’unica banca dati, il Registro informatico regionale dei contrassegni disabili gestito dalla Regione e implementato dai comuni che aderiscono all’iniziativa mediante la sottoscrizione di appositi protocolli d’intesa. La sottoscrizione può avvenire direttamente o per il tramite delle associazioni degli enti locali piemontesi. Sono parte attiva anche le associazioni che si occupano di persone disabili.
Una piccola spesa nel bilancio regionale per un grande passo verso la piena riconoscenza dei diritti alla mobilità di tutte le persone. 

Sono davvero contento! 




giovedì 19 gennaio 2017

LAVORO: DEVE ESSERE PER TUTTI


Questa è una proposta di legge per favorire i tirocini lavorativi per disabili.

La proposta di legge n.152 che ho presentato l'anno scorso e che dovrebbe essere discussa a breve in Commissione Sanità promuove e sostiene la formazione e l'occupazione di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro in quanto portatori di disabilità, promuovendo l'attuazione dei principi di pari opportunità e di non discriminazione nell'accesso al lavoro.
Ritenendo il diritto al lavoro e ad un’adeguata qualità della vita obiettivi primari da perseguire per
ogni persona e, soprattutto, per le fasce più deboli della popolazione, la proposta di legge si
inserisce nel vigente contesto normativo volto a favorire l'inserimento e l'integrazione lavorativa
delle persone disabili, introducendo un ulteriore strumento: il tirocinio di adozione lavorativa a
distanza.
L'idea nasce da una riflessione su due punti critici della legge n. 68/99: da un lato la difficoltà di
ottemperare all'obbligo di assunzione da parte di piccole aziende che operano in contesti troppo
complessi e dall'altra il gran numero di persone con grave disabilità iscritte ai centri per l'impiego.
Il tirocinio di adozione lavorativa a distanza per persone disabili è uno strumento di integrazione
socio-lavorativa a favore di persone disabili con problematicità tali da non poter essere collocate in
alcun modo in un contesto produttivo aziendale, ma inseribili solo in un ambito protetto con tempi e
modi personalizzati. In questo modo, eliminati gli impedimenti di natura ambientale e relazionale
connessi all'attività lavorativa, anche le persone portatrici di gravi disabilità possono accedere al
mondo del lavoro, attraverso percorsi di accompagnamento.
Il mio intento è che la Regione e gli enti locali promuovano percorsi individuali di accompagnamento al lavoro attraverso tirocini di adozioni lavorative a distanza.

Ricordo anche la proposta di legge per favorire la mobilità dei disabili: la trovi cliccando qui sopra


martedì 10 gennaio 2017

CARO AMICO TI SCRIVO...






Arrivati a metà mandato del Consiglio Regionale, mi sembra giusto stilare un breve bilancio della mia attività a Palazzo Lascaris. Come promesso da candidato, ho dedicato gran parte della mia attività di Consigliere al miglioramento della qualità dei servizi sanitari sia per i cittadini che per gli operatori del settore, intervenendo su questioni specifiche nei diversi ospedali e su altre più generali inerenti la gestione organizzativa.
Finalmente si esce dal Piano di Rientro: avendo ora sotto controllo la disastrosa situazione debitoria ereditata dal passato, si esce dal vicolo cieco dell’impossibilità a decidere sui temi di sanità, e quindi si può tornare anche ad assumere personale in ambito sanitario.

La mia azione è contro gli sprechi evitabili: dall’anno scorso, grazie a una mia proposta di legge, si recuperano circa due milioni di euro all’anno – restituiti ai malati in servizi – semplicemente rivedendo le norme sui revisori dei conti nelle aziende sanitarie.
Continuo a preoccuparmi del miglioramento delle condizioni di accoglienza e trattamento di chi si rivolge ad ospedali piuttosto che ad ambulatori per chiedere aiuto; così come mi sta a cuore il benessere delle condizioni lavorative degli operatori, battendomi per migliorarle.
Ma molto c’è ancora da fare!

Anche sulla disabilità ho cercato di dare un contributo: ho proposto, ad esempio, un registro dei contrassegni che permetta di entrare nelle aree ZTL dei diversi comuni piemontesi senza doversi preoccupare di fare telefonate preventive ai singoli Comandi di Polizia Municipale piuttosto che far ricorso al Prefetto; così come l’idea di scorporare dal calcolo dell’Isee l’assegno di accompagnamento e infine portando avanti una proposta di legge per tirocini lavorativi in favore di chi ha difficoltà riconosciute.

Un altro risparmio è l’abolizione della pensione ai genitori degli stranieri (assegno sociale ai genitori ricongiunti di extracomunitari residenti in Italia). Sì, avete capito bene: si tratta di una norma che considero non equa verso gli Italiani, persino scandalosa. Nel solo Piemonte spendiamo oltre 17 dei 350 milioni che regaliamo in Italia ai genitori degli stranieri. Ho scritto una legge che elimina questa vergogna e spero che verrà discussa ed approvata nei prossimi mesi. 

Sempre in temi di minore spesa (e ricordo che il Consiglio Regionale ha risparmiato e restituito quest’anno 6 milioni e 700 mila euro) ho appreso con simpatia che un autorevole onorevole ha proposto – semplificando - di equiparare lo stipendio dei politici al reddito della loro vita precedente l’elezione, esattamente la proposta che avevo fatto io nel 2015. Peccato che non sia stato fatto.
Il racconto di 30 mesi di intenso lavoro fra la gente ed in aula non si esaurisce, ovviamente, in questi risultati sinteticamente riportati.
Allo stesso tempo non ho ovviamente sottratto il medico al territorio e, sebbene in aspettativa e senza assegno, continuo ad essere al servizio di chi ha bisogno. Questo perché penso che un chirurgo è patrimonio sia della gente che dell’ospedale e va conservato.


Sperando che sia stato gradito questo resoconto l’augurio, con il Nuovo Anno, è di serenità e maggiore sicurezza per le famiglie. 

CACCIA, TREDICI SPECIE DI VOLATILI PROTETTE





Il 20 dicembre scorso si è discusso e approvato il disegno di legge 219 che inserisce il divieto di caccia per tredici specie.
Surreale tutta la pantomima messa in atto dal centrodestra. L’assessore infatti ha semplicemente fatto una legge normale dichiarando il divieto di caccia per alcune specie che sono già in sofferenza numerica a causa dell’antropizzazione o dell’esubero di altre specie. È davvero esigua la quota di cacciatori interessata a questi animali.
Secondo me il tema è un altro, quello della gestione del territorio. Infatti, non casualmente, coloro che oggi alzano le barricate contro la legge, ovvero a favore dell’abbattimento di queste specie, sono gli stessi che non hanno mai messo nei piani venatori queste specie, ma anzi hanno anche azzerato la legge sulla caccia per evitare il referendum e per poter gestire il territorio in modo improprio. In particolare era per alcuni forse meglio stare sotto la legge quadro nazionale, la 157, in modo vago, mantenendo uno status quo che ha permesso ad alcuni di avere delle rendite di posizione, a danno sia della Regione che dei cacciatori onesti e rispettosi delle regole. Con la nuova legge regionale che verrà, sarà richiesta una gestione molto più precisa e puntuale anche dal punto di vista contabile.
Chi avesse proprio piacere di andare a caccia di volatili potrebbe rispondere all’appello dell’assessorato che ha chiesto di abbattere uccelli nocivi come i corvidi, principale minaccia dei passeracei.  Il vero tema degli interventi dell’opposizione è la gestione del territorio, per questo cominciano a scaldare i motori in vista della discussione della nuova legge che disciplinerà l’argomento.



mercoledì 14 dicembre 2016

SEGNALAZIONE BANDI E CONTRIBUTI

Segnalo alcuni bandi. Fatemi sapere se ritenete utile questo servizio. 

per associazioni: un bando del Centro Servizi Volontariato per progetti di assistenza 
richieste contributi per acquisto ambulanze e beni strumentali clicca qui

per singoli liberi professionisti e imprese: sono online i videotutorial che spiegano come accreditarsi presso il sito di Finpiemonte per richiedere contributi 

per le famiglie: il Consiglio Regionale ha approvato i voucher per la scuola: dal prossimo anno serviranno per pagare gli acquisti scolastici (in base all'Isee). Info al numero verde della Regione Piemonte 800-333-444 

per singoli: il Consiglio Regionale deve effettuare alcune nomine. A questo link trovate i dettagli e le scadenze. 

per i Comuni: contributi per gli impianti sportivi
per gli enti pubblici e per i privati proprietari di alpeggi: bando della Regione - clicca qui

per le imprese che vogliono migliorare l'efficienza energetica  

per chi volesse lanciarsi nell'attività di promozione turistica: bando per promozione

giovedì 10 novembre 2016

Accorpamento? No, grazie!



Oggi la Commissione Sanità discute dell’accorpamento delle Asl To1 e To2. 
Voglio essere chiaro: per me non sempre unire significa risparmiare, e lo abbiamo già visto in passato. Basti pensare alla Asl To 3, nata dall’accorpamento della ex 5 e ex 10: si sono dovuti registrare tutti i passaggi di proprietà al nuovo ente, si è fatto un logo nuovo e si sono avviate nuove organizzazioni di procedure e personale. Oggi ci sono due sedi fisiche molto distanti, un territorio enorme, malumori e costi. Ha funzionato?
Siamo sicuri che accorpare significhi produrre maggior efficienza? Non sarebbe meglio far funzionare bene l’esistente invece di continuare ad insistere con accorpamenti che disorientano il personale e l’utenza?
A sostegno della mia tesi anche un articolo di Stefano Simonetti sul Sole24ore del 2 giugno scorso, Speciale Sanità: “ .... gli accorpamenti generano immancabili costi organizzativi e sociali .... le linee gerarchiche si dissolvono e i risultati in termini di efficacia dei percorsi assistenziali ma anche dell’azione amministrativa sono inevitabilmente a rischio .... nei confronti del personale dipendente un eccesso di cambiamenti nel breve periodo non può che causare difficoltà operative e forse disaffezione per il proprio lavoro”.

martedì 11 ottobre 2016

Nomine Corecom, la mia posizione



COMUNICATO STAMPA

MONACO (RC): NOMINE CORECOM, ASSURDE ALCUNE BOCCIATURE


Questa mattina la Commissione Consultiva per le Nomine ha esaminato i cv dei candidati alla carica di componenti del Comitato Regionale per le Comunicazioni.

Trovo assurdo che alcune candidature di esperti siano state bocciate in virtù di una presunta “dipendenza” dalla politica che non trova giustificazione nei dati oggettivi.

La norma prevede (articoli 3 e 4 della l.regionale 1/2001) che i tre componenti siano scelti tra “persone che diano garanzia di assoluta indipendenza sia dal sistema politico istituzionale che dal sistema degli interessi del settore nel campo delle telecomunicazioni”.

Per dipendenza politica io intendo una “servitù mentale o ideologica o economica” ad un partito oppure a un personaggio politico per ottenerne in cambio dei vantaggi presenti o futuri.

Dipendenza non è da confondere con appartenenza: avere una tessera partitica è un diritto sancito dalla Costituzione.

I tecnici – i dipendenti del Consiglio – hanno giustamente posto dei dubbi, ma se la Commissione con le audizioni invece di fugarli ne ha soltanto preso atto e ha seguito alla lettera le indicazioni allora mi chiedo a cosa sia servita la riunione di stamane. Abbiamo soltanto tutti perso tempo.

Con alcune bocciature, si è impedito al Consiglio di poter scegliere tra più soggetti autorevoli e quindi in ultima istanza, di garantire le Istituzioni.

Mi si spieghi perché bocciare la candidatura di un ex parlamentare (fino al 2001 quindi quindici anni fa) perché ad oggi riceve via posta la tessera ad honorem del suo partito, oppure un candidato perché è stato consigliere comunale in una lista civica in un paese con meno di mille abitanti…

Ho votato favorevolmente all’accoglimento di tutti i candidati, poiché dovrebbe essere il Consiglio Regionale a scegliere.

Mi dispiace per coloro che non sono stati ammessi in virtù di diktat in cui non mi riconosco affatto.


Torino, 6/10/2016 

giovedì 19 maggio 2016