Gli amministratori locali sono i primi ad essere chiamati ad agire in situazioni di potenziale pericolosità, ad essi le altre istituzioni (Regione, Arpa, Asl, Stato) devono fornire sostegno, fondi, uno snellimento della burocrazia, apporti tecnici e scientifici. Oggi i rappresentanti delle città toccate dal problema erano in prima fila per imparare e per condividere le loro informazioni: una rete nazionale che con la nuova legge sugli ecoreati può agire in modo più incisivo.
Il Tour proseguirà a Monfalcone,
Catania, Bologna, Lecce/Bari e Firenze, con il Friuli capofila del progetto.
Il 1° marzo 2016 il Consiglio Regionale
del Piemonte ha approvato il Piano Regionale Amianto 2016-2020 in cui si fa una
sintesi delle azioni in essere e di quelle da avviare (bonifiche, informazione,
mappatura). Uno strumento per coniugare ambiente e salute. Con l’ultmo bilancio
regionale si sono messe in campo risorse per chi deve rimuovere dalle sue
proprietà piccoli quantitativi di manufatti contenenti amianto e risorse per i
Comuni.
Il 9 maggio sono stato invitato a
parlare ad un altro convegno sul tema, organizzato dall’Ordine degli Ingegnere
e dall’Ordine dei Medici sempre con la regia di Arpa Piemonte. Siccome i
professionisti, i tecnici, devono essere in grado di acquisire informazioni
anche per la progettazione, l’aspetto della formazione mi pare fondamentale.

Direi
di più, tutto l’aspetto dell’informazione è prioritario nel Piano Regionale. Ecco
cosa ho detto nel mio intervento: “Come
è scritto nel Piano Regionale Amianto la salute è un bene comune. Il convegno
di oggi mette in relazione tecnici e operatori di due diversi settori, quello
ambientale e quello sanitario, perché è sempre più necessaria una sinergia tra
le due componenti. Nel Piano sono delineati obiettivi e strategie operative
fino al 2020, la più importante delle quali a mio avviso è quella dell’informazione
e comunicazione. Infatti mappature e bonifiche sono a buon punto; con i
finanziamenti previsti anche i privati sono spinti a denunciare il proprio
immobile contribuendo alla salute di tutti. C’è anche il discorso dello
smaltimento dei rifiuti, di cui abbiamo parlato nel convegno a Casale Monferrato,
per cui si spera che l’evolversi delle tecnologie consenta un abbassamento del
costo dello smaltimento e una maggiore sicurezza.
Ma l’informazione, sia degli operatori sanitari e in
primis dei Medici di medicina generale, sia di chi è responsabile della
sicurezza negli ambienti di lavoro come molti di voi, resta a mio avviso la
parte principale: soltanto con una comunicazione corretta a partire dalla più
tenera età si possono formare cittadini consapevoli. Vanno formati anche gli
amministratori e i segretari comunali. Non è il caso di generare ansia, ma di
dire la verità. A proposito di ansia, nel Piano regionale amianto si trova
anche l’indicazione che qualora le malattie amianto correlate siano
asintomatiche, è da valutare bene il tipo di interventi e anche di screening
oncologici, che in alcuni casi potrebbero dare falsi positivi generando
interventi inutilmente invasivi e appunto stress”.
Naturalmente
la Regione ha messo nero su bianco il massimo sostegno per la ricerca e la
sperimentazione nel campo della prevenzione, della diagnosi e della terapia
delle patologie amianto correlate, oltre al sostegno di chi è malato.
Sono quindi
importanti il proseguimento di tutti gli studi tecnici, il proseguimento della
campagna di bonifica di tutti gli edifici pubblici e in particolare le scuole
(per cui si stimano 150 interventi per un costo di 15-20 milioni di euro
compresi il riutilizzo dell’edificio e l’efficientamento energetico, 5-10
milioni se soltanto bonifica): sono soldi certo ben spesi e prioritari per
garantire un diritto prioritario, quello alla salute, sancito dalla nostra
Costituzione all’articolo 32”.
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