Martedì 9 febbraio in Commissione si è parlato dell’ospedale
unico dell’Asl TO5, quello che verrà costruito nella zona industriale di
Moncalieri.
Condivido che l’ospedale vada fatto e anche presto, perché quell’area
ha bisogno di sostituire i tre vecchi ospedali esistenti, Chieri, Moncalieri e
Carmagnola, il che non significa chiuderli. Ma l’ospedale va realizzato bene. Che
senso ha aver impiegato due anni e mezzo, che beninteso sono pochi, con
sacrifici, per venire fuori dal piano di rientro per poi sentir dire dai
tecnici che ci sarà necessità di realizzare una “vasca di laminazione” dal
costo di 600mila euro? Da quanto affermano comitati e associazioni
ambientaliste, la vasca di laminazione in questione serve ad arginare l’acqua
contro il rischio alluvioni visto che quell’area è stata alluvionata nel ’94 (e
ci sono dati contrastanti riguardo all’ultimo evento alluvionale del novembre
scorso), quindi perché scegliere un posto in cui si debbono investire 600mila
euro mentre scegliendone un altro si sarebbe potuto risparmiarli e dedicarli
alla sanità vera e propria? L’assessore Saitta mi ha risposto che quei soldi saranno
investiti dal Comune nel caso in cui si scegliesse quella determinata area. Ma sono
sempre soldi dei contribuenti, diamine!
A questo punto della discussione allora ho domandato all’assessore
se c’è ancora la speranza di rivedere la decisione della giunta, visto che c’è
anche un ricorso al Tar di diversi comuni dell’area. Perché se c’è speranza,
discutiamo, ma seriamente con dati alla mano e ascoltando tutti, ricevendo in
audizione – o perlomeno rispondendo alle lettere che hanno inviato – sindaci,
comitati e associazioni ambientaliste; se viceversa la decisione è presa è
inutile che continuiamo a convocare Commissioni sull’argomento.
A questa seconda domanda, Saitta ha risposto che “la scelta
politica è stata presa e sarà difesa” e che “si attende l’esito del ricorso al
Tar e poi si vedrà”.
Come potete immaginare, non sono per niente soddisfatto.
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