Pagine

Visualizzazione post con etichetta chirurgia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chirurgia. Mostra tutti i post

martedì 28 marzo 2017

OFTALMICO, NO AL REFERENDUM, SÌ ALLO SPOSTAMENTO (CON ATTENZIONE)

Nel dibattito odierno in aula sulla possibilità di ammettere un referendum sulla chiusura dell’Oftalmico, ho detto: “La delibera è molto complessa dal punto di vista tecnico, non si può chiedere alla cittadinanza di esprimersi su un tema così complicato. Sarebbe anche come abdicare al nostro ruolo politico, per questo voterò no. Per assurdo, se andassimo davanti alle sedi di Equitalia o dell’Agenzia delle Entrate a raccogliere firme per abolire le tasse, è chiaro che faremmo il pienone di consensi.
La chiusura dell’Oftalmico fa parte della strategia che è servita ad uscire dal piano di rientro permettendoci di ricominciare a fare programmazione sanitaria. Se alle minoranze non piacciono alcuni aspetti, trovino altri modi per farli presente all’Assessore.
Nel merito della questione Oftalmico tutti i più recenti dati scientifici dimostrano che gli ospedali monospecialistici non hanno più ragione di esistere, anche perché il paziente oculistico è in genere un paziente che necessita di diverse altre discipline: fino ad oggi, questo aspetto veniva risolto con costose consulenze esterne. Meglio inserire la struttura dell’oculistica all’interno di un presidio in cui ci sia la possibilità di consultarsi costantemente con altri, ad esempio diabetologi o cardiologi.
E ancora: se si digita su un motore di ricerca il nome dei responsabili di struttura (quelli che si chiamavano primari) dell’Oftalmico, compaiono due pagine di risultati che rimandano a strutture private, e solo dalla terza pagina in poi ci si rende conto che questi luminari lavorano “anche” all’Oftalmico. Un aspetto su cui dobbiamo interrogarci.
Infine, dove ricollocare la struttura? Di certo all’interno di un presidio che comprenda tutte le altre discipline, ma con un percorso protetto per la chirurgia oculistica che richiede sterilità assoluta". 

mercoledì 20 gennaio 2016

SALVAGUARDIA ECCELLENZE CHIRURGIA VITREORETINICA




Comunicato stampa

“Ho chiesto la sospensione della votazione dell’ordine del giorno per la salvaguardia della sicurezza vitreoretinica in Piemonte poiché l’assessore Saitta ha compreso le difficoltà del settore e si è impegnato al dialogo”: così il Consigliere Regionale Alfredo Monaco (Rete Civica) commenta la decisione assunta oggi nella seduta del Consiglio.
Durante la trattazione dell’argomento, Monaco ha ricordato la sottoscrizione del suo ordine del giorno da parte di oltre 200 professionisti del settore Oculistico, personale sia pubblico che privato che ambulatoriale che del mondo universitario. Sono infatti 201 i medici e gli specialisti che hanno sottoscritto l’ordine del giorno, del Gradenigo, dell’Oftalmico, del Maria Vittoria, del centro Ipovisione, dell’ospedale di Aosta e 65 specialisti ambulatoriali del Sumai.

“A mio avviso nel tavolo di concertazione tra Assessorato e strutture convenzionate è mancato un attore: qualcuno che rappresentasse gli interessi dei pazienti - continua Monaco – La chirurgia vitreoretinica è altamente complessa e richiede un altissimo grado di specializzazione. Il Piemonte in questo settore può vantare eccellenze, una riconosciuta scuola di alto livello e gruppi di medici specialisti che, con il 1° gennaio, sono stati smembrati in diverse strutture. Alcune di queste équipe si trovano nelle strutture convenzionate, che però non possono più operare se non vi sono posti letto accreditati per permettere una degenza giusta per determinati tipi di operazioni”. A volte le patologie visive sono soltanto la punta dell’iceberg di multi patologie più complesse. Per questo molte operazioni non possono essere svolte in regime di day hospital.

“Il risparmio sul costo di determinate operazioni sarà a parer mio ampiamente superato dal costo che pagheremo, come Regione, per lo spostamento dei pazienti in altre Regioni o anche in altri Stati, dovendo così dare dei rimborsi che saranno molto alti. Quindi i costi reali saranno più alti di prima”, osserva Monaco.  

Certo occorre controllare i centri convenzionati, far rispettare regole rigorose, verificare che vengano date risposte efficienti alle richieste dei pazienti e del servizio sanitario.  

Dato che nella sua risposta l’assessore Saitta ha parlato di verifiche accurate nei prossimi due mesi, senza pregiudizi, per fare insieme valutazioni sulla risposta del “solo” pubblico alle esigenze dei malati, e che se sarà il caso si potranno fare modifiche alla convenzione, il Consigliere Monaco ha ritenuto di sospendere l’ordine del giorno, apprezzando l’apertura da parte dell’esponente della Giunta.

Naturalmente il tema verrà tenuto sotto osservazione.

Torino, 19 gennaio 2016 

DI SEGUITO IL COMUNICATO DEGLI OCULISTI


 E L'ARTICOLO SU CRONACAQUI DI OGGI 20 GENNAIO 2016




mercoledì 4 novembre 2015

OCULISTICA: NON DEMORDO

Bocciato un mio ordine del giorno per la salvaguardia delle eccellenze dell'Oculistica piemontese, ma non demordo. Sto preparando un altro documento. 
Sintesi:
Premesso che tutte le moderne tecniche di organizzazione sanitaria indicano che gli ospedali specialistici sono anacronistici e che le patologie di tipo oculistico hanno un grado di intensità che necessità un maggior livello di sicurezza interdisciplinare, chiedo alla giunta un impegno sulla salvaguardia dell’elevato livello di specializzazione piemontese. Da Medico affermo che l’oculistica operativa nel suo complesso non può essere materia di terapia ambulatoriale e conosco le capacità di tante strutture del Torinese nell’operatività vitreo-retinica, al punto che sono prese ad esempio per la formazione e ne usufruiscono pazienti provenienti anche da altre Regioni, in specie Liguria e Valle d’Aosta. Per questo ho chiesto che le attuali apparecchiature e strutture dell’Ospedale Oftalmico vengano spostate in blocco in una idonea struttura che possa garantire l’emergenza, l’urgenza, la condivisione delle strumentazioni e delle sale operatorie dedicate; che vengano ritoccate in adeguamento le tariffe di rimborso dei DRG 36 e DRG 42 e che si valuti l’opportunità di restituire alcuni posti letto di ricovero alla chirurgia correlata. I pazienti operati sono circa 1000 all’anno: sarebbe assurdo che - pensando di risparmiare - ci trovassimo al contrario a pagare enormi rimborsi spese alla Lombardia. 





Articolo online cliccando qui