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mercoledì 14 dicembre 2016

SANTA BARBARA CON I VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI DI GIAVENO

Domenica ho accolto con piacere l'invito dei Vigili del Fuoco Volontari di Giaveno per i festeggiamenti della loro patrona, Santa Barbara.
Nel mio intervento di saluto ho lodato il loro servizio sia nelle calamità che nel quotidiano delle persone in difficoltà, ricordando che sempre "prestano un pezzo della loro vita alla collettività", anche a discapito delle famiglie.
Sono stato lieto di annunciare che il Consiglio Regionale ha destinato ai Distaccamenti volontari un milione di euro per il triennio 2016-2018 di cui 400mila già per questo anno per l'acquisto di dotazioni tecniche, attrezzature e vestiario.
Ecco qualche foto della giornata.
Ps: io ci sono andato veramente, non mi sono fatto prestare le foto :)
Con sindaco e vice

con il Maresciallo Antonio Ferraro, il mitico ex capodistaccamento Gilberto Monfrino e la vicesindaco Enza Calvo
 

Il mio intervento accanto a Piermauro Biddoccu coordinatore del Distaccamento
dei VVF Volontari di Giaveno 

Con Monfrino, detto Gibi

Con Mimmo Crisafi e consorte e l'assessore alla protezione civile Ermanno Neirotti

SEGNALAZIONE BANDI E CONTRIBUTI

Segnalo alcuni bandi. Fatemi sapere se ritenete utile questo servizio. 

per associazioni: un bando del Centro Servizi Volontariato per progetti di assistenza 
richieste contributi per acquisto ambulanze e beni strumentali clicca qui

per singoli liberi professionisti e imprese: sono online i videotutorial che spiegano come accreditarsi presso il sito di Finpiemonte per richiedere contributi 

per le famiglie: il Consiglio Regionale ha approvato i voucher per la scuola: dal prossimo anno serviranno per pagare gli acquisti scolastici (in base all'Isee). Info al numero verde della Regione Piemonte 800-333-444 

per singoli: il Consiglio Regionale deve effettuare alcune nomine. A questo link trovate i dettagli e le scadenze. 

per i Comuni: contributi per gli impianti sportivi
per gli enti pubblici e per i privati proprietari di alpeggi: bando della Regione - clicca qui

per le imprese che vogliono migliorare l'efficienza energetica  

per chi volesse lanciarsi nell'attività di promozione turistica: bando per promozione

mercoledì 7 dicembre 2016

Accorpamento Asl Torinesi


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Vi sono considerazioni di metodo e di merito sulla delibera di accorpamento delle Asl di Torino in un’unica azienda sanitaria, votata il 6 dicembre in Consiglio Regionale.

Per quanto riguarda il metodo, mi spiace che ogni volta che si trattino temi di rilevanza strategica per gli assetti attuali e futuri, siano sempre dei tecnici o anche soltanto un tecnico che ci fa la lezioncina. 
Tecnici che sono tuttologi della sanità, da almeno da vent’anni ci spiegano come fare, ma non mi sembra che la sanità nazionale funzioni così bene se non per lo sforzo di poche buone volontà operative. Trovare una delibera già preparata e non discussa, come altre volte, non permette di votarla.
Il Consiglio deve avere più voce nelle decisioni, per questo ho dato presenza ma non ho partecipato al voto. 

Nel merito: se è vero che occorre rendere omogenei i servizi e concentrare le attività per migliorare gli spazi, è però da considerare che altri accorpamenti già realizzati hanno comportato, almeno inizialmente,  un aumento di costi, mentre sui risparmi non si hanno dati certi. Mi riferisco in particolare all’Asl To3 dove vi sono due sedi, ogni dirigente ha quindi due uffici in città lontane, e non si è risparmiato su manutenzione, affitto e riscaldamento dei locali perché nessun locale è stato dismesso e a esempi a livello nazionale in cui gli accorpamenti, specie in città molto grandi, non hanno portato i risultati sperati (Napoli, Reggio Calabria).

A mio avviso si poteva cominciare con l’indicazione di linee guida per i Direttori generali, obbligarli a lavorare insieme per l’armonizzazione di servizi, farle diventare gli obiettivi su cui giudicare il loro operato. 





lunedì 28 novembre 2016

Foodora, stop allo sfruttamento

Ho voluto firmare l’ordine del giorno del collega Consigliere Grimaldi sulle condizioni di lavoro dei fattorini di Foodora che il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità nella seduta di mercoledì 9.
Il documento chiede alla Giunta un impegno in sede di Conferenza Stato-Regioni per arrivare a una regolamentazione del settore delle “nuove economie”; nei mesi scorsi si era evidenziato nel caso specifico come i lavoratori vengano pagati una miseria. Occorre dare una regolazione contrattuale e fiscale diversa, come avviene ad esempio, per la stessa ditta, in altri stati europei.

Cliccando qui articolo de La Stampa sulla questione e cliccando qui  una ricostruzione di tutta la vicenda

Referendum, due-tre cosette

Mercoledì 23 una bella e partecipata serata di approfondimento della Riforma articolo per articolo grazie alla spiegazione del Professor Francesco Pallante, associato di Diritto Costituzionale all’Università di Torino e del sottoscritto.
Accanto alle fotografie, alcune mie considerazioni sul Referendum.

Spavaldi supporters del “SI” affermano che “La Riforma Renzi-Boschi prova a dare soluzione ad alcuni problemi... sono 70 anni di immobilismo e bisogna decidere in fretta...”
Incuriosito ho voluto approfondire la questione ed ho scoperto che dal 1948 ad oggi sono ben 48 le Leggi Costituzionali approvate in Italia di cui 5 dall'Assemblea Costituente e le altre dal Parlamento con le procedure dell'Art. 138 della Costituzione. Di queste 7 sono le modifiche approvate negli ultimi 15 anni e quella più corposa, che ha generato grave confusione e conflitto istituzionale, che è sotto gli occhi di tutti, è quella del Titolo V, del 2001, promossa dal centro-sinistra, da solo, esattamente come ha fatto Renzi. Per la vetustà non è irrilevante annotare che la Costituzione degli U.S.A. ha 230 anni circa e nessuno si sogna di cambiarla.
Si, ma la Riforma risolve i problemi e migliora l'Italia. I problemi a cui penso immediatamente sono di ordine politico, economico, culturale ed affondano le proprie radici non certo nell'Art. 138 della Costituzione ma penso a corruzione, responsabilità pubbliche ad individui imbarazzanti e disoneste, criminalità organizzata fiorente e microcriminalità dilagante, disoccupazione, evasione fiscale, degradato senso civico e culturale generale, eccessiva burocrazia derivante da leggi mal scritte e peggio interpretate (vedi la Riforma della P.A., detta Riforma Madia: appena bocciata dalla Consulta perché mal scritta), limitata capacità industriale ed imprenditoriale, conflitti di interessi... Non una parola nella Riforma che risolva non tutti, ma almeno uno di questi problemi! Che so, almeno la corruzione...immunità estesa ai Consiglieri Regionali nominati Senatori, questa la risposta riformista. Ma restiamo sul tema “Aboliamo il Senato ed i suoi costi...” ad essere precisi si abolisce l'elezione dei Senatori da parte dei cittadini, ed il risparmio sventolato è pari, secondo la Ragioneria dello Stato, a 49 milioni di Euro. Come dire, se fornissero un contributo più “magro” ad un torneo di Golf, il risparmio sarebbe maggiore (vedi finanziaria)...
Ma poi di cosa si occupa questo Senato di Consiglieri Regionali e Sindaci? Non mi dilungo sul fatto che è impossibile conciliare le 2 attività, se ben fatte, e lo dico da Consigliere Regionale, ma restare sul tema: è un organo permanente, che non si scioglie mai (si cambiano i Senatori man mano che si rinnovano i Consigli Regionali); non mette la fiducia al Governo; non ha un campo legislativo esclusivo e può legiferare solo insieme alla Camera. Fa leggi, revisioni ed attuazione costituzionali;
referendum popolari e propositivi; alcune questioni di principio e norme generali; leggi su enti locali come Comuni, Città Metropolitane e Regioni e, la più insidiosa... leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all'appartenenza dell'Italia all'Unione europea, nonché recepisce le Direttive Europee... Questo è un punto sul quale soffermarsi un attimo a riflettere: Una Direttiva è una Legge Europea e deve essere recepita e ratificata. Un Senato che ha un verso politico diverso dal Capo del Governo può creare un “ostruzionismo” rallentando o bloccando una Direttiva. Che fa il Governo? Mette la fiducia? Non può! Il Governo non è sottoposto a fiducia del Senato ma su alcuni temi, come le questioni Europee, può paralizzare un percorso Istituzionale con blocco del sistema... E questa come la spiegano Renzi-Boschi?

Secondo argomento per me molto importante: PIU' FACILE DICHIARARE LO STATO DI GUERRA
Il nuovo art. 78, che entrerà in Costituzione dovesse vincere il Sì, recita: “La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari”.
Fermo restando l'articolo 11 della attuale Costituzione, sarà molto più semplice deliberare lo stato di guerra. Bocciato anche l'emendamento che chiedeva il 66% dei voti per tale delibera. Ciò significa che il contingente di soldati italiani della “punta di lancia”, ossia il Vjtf – “Very High Readiness Joint Task Force” – la cosiddetta task force di intervento immediato in caso di emergenza, che sarà schierato dal 2017 sul confine fra Lituania e Russia potrà essere in STATO DI GUERRA CON LA SOLA VOTAZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI NOMINATI... ADESSO PENSI ANCORA DI VOTARE SI?


 
Infine, un gustoso Claudio Santamaria che legge un articolo prima e dopo... link al video

25 novembre Giornata contro la violenza sulle Donne

Un gruppo di amici ha ideato questa iniziativa, persone comuni che "ci mettono la faccia".
Ho aderito con piacere.
In questi giorni il manifesto è stato affisso in Val Sangone.

giovedì 10 novembre 2016

Accorpamento? No, grazie!



Oggi la Commissione Sanità discute dell’accorpamento delle Asl To1 e To2. 
Voglio essere chiaro: per me non sempre unire significa risparmiare, e lo abbiamo già visto in passato. Basti pensare alla Asl To 3, nata dall’accorpamento della ex 5 e ex 10: si sono dovuti registrare tutti i passaggi di proprietà al nuovo ente, si è fatto un logo nuovo e si sono avviate nuove organizzazioni di procedure e personale. Oggi ci sono due sedi fisiche molto distanti, un territorio enorme, malumori e costi. Ha funzionato?
Siamo sicuri che accorpare significhi produrre maggior efficienza? Non sarebbe meglio far funzionare bene l’esistente invece di continuare ad insistere con accorpamenti che disorientano il personale e l’utenza?
A sostegno della mia tesi anche un articolo di Stefano Simonetti sul Sole24ore del 2 giugno scorso, Speciale Sanità: “ .... gli accorpamenti generano immancabili costi organizzativi e sociali .... le linee gerarchiche si dissolvono e i risultati in termini di efficacia dei percorsi assistenziali ma anche dell’azione amministrativa sono inevitabilmente a rischio .... nei confronti del personale dipendente un eccesso di cambiamenti nel breve periodo non può che causare difficoltà operative e forse disaffezione per il proprio lavoro”.